Libreria interno giorno. Tavolo delle novità di narrativa. "Scusi, cosa mi consiglia?". "Ci sarebbe questo romanzo di Bruno Arpaia, Il mondo senza inverno. Molto bello, è il seguito di Qualcosa là fuori, uscito dieci anni fa per Guanda, come questo. È una riflessione sul nostro rapporto con la tecnologia. Il punto di partenza è la crisi planetaria dovuta al riscaldamento globale. I migranti climatici si sono spostati a Nord, nella attuale Svezia". "Interessante. Oppure?". "Il nuovo di Ian McEwan, uscito per Einaudi. Si intitola Quello che possiamo sapere". "E cosa possiamo sapere?". "Beh, il mondo finirà sommerso a causa del riscaldamento globale. E qui parte una riflessione sul nostro rapporto con la tecnologia". "Ah. Oppure?". "Appena uscito per Ponte alle grazie: La fine del mondo di Francesco Pecoraro. Tesi: da quando abbiamo smesso di pensare al riscaldamento globale come nostra responsabilità, ci divertiamo a distruggere il mondo, con l'aiuto, si fa per dire, della tecnologia". "Bello. Alternative?". "Joe Mungo Reed, Futuri terrestri, una bomba edita da NN. Il mondo è devastato da alluvioni e siccità. Colpa del cambiamento climatico. E qui si innesta una riflessione sulla nostra dipendenza dalla tecnologia. Un po' come nell'eccezionale Diluvio di Stephen Markley, uscito per Einaudi". "Scusi, ma come è possibile che ci sia sempre di mezzo il clima?". "Eh, si chiama Climate fiction, andava di moda un po' di tempo fa, prima che arrivassero i barbari, cioè Donald Trump, a dire che il riscaldamento globale è una mezza bufala, e che non è possibile determinare le responsabilità umane del cambiamento climatico". "Non ci sarebbe un romanzo che sostiene quest'ultima tesi?". "Che io ricordi, solo Stato di paura di Michael Crichton, roba da reazionari, pubblicata da Garzanti all'inizio del millennio. Sosteneva che il riscaldamento globale è usato come strumento di potere da una élite completamente delegittimata. In fondo al volume, c'era un lungo saggio, pieno di numeri, che voleva dimostrare gli errori scientifici degli apocalittici. Ma guardi, Crichton è un bestsellerista, non un artista come gli altri autori che le ho suggerito.
Ha fatto libri come Jurassic Park e Sol levante, tutta roba di massa, poi adattata con successo per il grande schermo". "E mica ce l'avrebbe questo Crichton?". "Sì, ce l'ho, però McEwan... però Mungo Reed... e gli italiani... insomma, ci pensi bene". "Ok, mi dia Crichton".