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Il nuovo fascio-comunismo della sinistra illiberale

Siamo quindi passati da certi eccessi di "antifascismo militante", ad una sorta di nuovo "fascio-comunismo dominante"

Il nuovo fascio-comunismo della sinistra illiberale
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L'inversione dei ruoli già da tempo in atto fra una destra attenta alle libertà e ai diritti civili e una sinistra sempre più illiberale, maturata per non poca parte grazie a un certo filo islamismo radicale, emerge con più forza e nettezza nelle reazioni rispetto alla guerra in Iran.

Visto che le icone emerse di certa nuova sinistra sono la Albanese o Hannoun e la sua rete, c'era da aspettarselo. Ma la chimica della reazione, rispetto all'attacco Usa-israeliano che punta a riportare la libertà e i diritti in un popolo affamato di questi valori, aggrava di molto l'immagine che emerge della nostra sinistra.

Basti sottolineare che la vice presidente dell'associazione Italia-Iran Mojdeh Karimi ha dichiarato al Giornale: "Noi consideriamo questo attacco come un aiuto umanitario e un aiuto come quello che gli americani hanno dato al popolo italiano per liberarsi dal fascismo, perché noi, da soli, a mani nude non riusciamo a liberarci dall'Atayollah". Il 28 febbraio 2026 è quindi per larghissima parte della popolazione iraniana, non solo per tanti giovani e tante donne, quello che fu per noi il 25 aprile del 1945.

Ebbene, la sinistra che rivela così sostanzialmente la sua impronta fascio-comunista, mostra, a questo punto, perfino di non riconoscere neanche il 25 aprile Per loro non si tratta di una "liberazione", ma di una "aggressione", come scritto nell'account ufficiale dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) che pur deve la sua nascita ed esistenza proprio alla Liberazione.

Siamo quindi passati da certi eccessi di "antifascismo militante", ad una sorta di nuovo "fascio-comunismo dominante". Come Il Giornale ha documentato, evidenziando le reazioni di vari leader da Schlein a Conte a Bonelli, titolando "i pasdaran di casa nostra".

Leader e semi leader della nostra variegata sinistra hanno quindi già rimosso gli oltre trentamila ragazze, ragazzi, donne e uomini ammazzati nelle scorse settimane dal regime degli Ayatollah.

Prevale quindi la sindrome, il tic generato da una sorta di filo islamismo radicale a prescindere.

Si rivela così, proprio mentre i giovani iraniani anche in Italia vanno in strada per festeggiare la fine di Khamenei, la deriva illiberale di una sinistra che sembra aver dimenticato la lezione del ruolo delle libertà e dei diritti civili di cui invece è oggi per fortuna la destra italiana ad essere alfiere.

Mancava solo l'incapacità di comprendere che per gli iraniani il 28 febbraio 2026 è quello che è stato per noi il 25 aprile 1945!

Una sorta di rimozione della loro stessa storia.

La sinistra sembra così evolvere, magari inconsapevolmente, dalla matrice anti fascista a quella sostanzialmente fascio comunista, visto che non pochi degli stessi esponenti si sono eretti nelle scorse settimane anche a difensori di Maduro

Emerge così la vera cartella clinica di una grave patologia politica in atto nella sinistra.

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