Professor Antonio Capone, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio 5G & Connected Digital Industry del Politecnico di Milano.
La bozza del Digital Network Act della Commissione europea e lo studio di Connect Europe hanno riacceso il dibattito sulle infrastrutture di rete. Può davvero fare la differenza per il futuro digitale dell'Europa?
"Non c'è dubbio che infrastrutture e servizi digitali siano decisivi per il recupero di competitività dell'Europa. Il rapporto Draghi ha evidenziato come il divario di produttività rispetto agli Stati Uniti sia in larga parte legato ai minori investimenti nelle infrastrutture per la trasformazione digitale e alla dipendenza da servizi extra-europei. Non è un caso che nella roadmap One Europe, One Market, attesa per marzo, le reti di nuova generazione siano uno dei tre pilastri, insieme a energia e finanza. Il Digital Network Act può fare la differenza se saprà creare un quadro regolatorio stabile, favorire investimenti su scala europea e sostenere la costruzione di campioni industriali capaci di competere globalmente".
È favorevole all'obbligatorietà dello switch-off anche della rete FTTC fibra-rame?
"Il tema dello switch-off del rame è diventato quasi ideologico, mentre le situazioni nazionali sono molto diverse. Nel medio-lungo periodo la rete interamente in fibra (FTTH) è l'obiettivo naturale: garantisce scalabilità, efficienza energetica e piena evoluzione tecnologica. Tuttavia, le mappature mostrano che esistono reti FTTC con tratti in rame molto brevi in grado di offrire prestazioni elevate. Per questo è corretto che il DNA preveda tempistiche flessibili, modulabili in base ai diversi contesti dei Paesi membri, accompagnando la transizione senza imporre soluzioni uniformi".
Su quali fattori bisognerebbe agire per accelerare la trasformazione digitale? Di cosa abbiamo bisogno?
"Occorre costruire un vero ecosistema europeo del digitale, capace di integrare infrastrutture avanzate, servizi cloud e competenze.
Servono regole che incentivino investimenti e consolidamento industriale, ma anche capacità di supportare le imprese nello sviluppo di progetti concreti di trasformazione digitale, traducibili in maggiore produttività e vantaggio competitivo. Senza una forte domanda di innovazione da parte del sistema produttivo, anche le migliori infrastrutture rischiano di non esprimere tutto il loro potenziale".