Offese d’antan Lo stile perduto di De Gasperi e Togliatti

In principio era la metafora, l’allusione, il riferimento ai difetti fisici o morali. Ma in sessant’anni lo scontro democratico ha fatto passi da gigante. Non nel senso che ci si poteva auspicare. Il cambiamento c’è stato, ma in peggio. Ogni forma di rispetto sembra andata persa e gli insulti da trivio considerati veri tabù fino a qualche anno sono diventati moneta corrente. Così fa quasi sorridere sfogliare il libro dei ricordi e scoprire come ci si «offendeva» agli albori della Repubblica. Era il 1948, in piena campagna elettorale, e i due giganti d’allora si affrontavano a muso duro. Infiammato dallo spirito della battaglia il leader Dc Alcide De Gasperi definì Palmiro Togliatti «un agnello dal piede caprino». E il capo comunista come replicò? Il massimo che gli riuscì di concepire per essere all’altezza fu accusare l’avversario di essere «uomo di non troppa grande cultura». Giorni che oggi appaiono lontani, forse troppo. Perché oggi la gara sembra essere a chi la spara più grossa, e senza mai chiedere scusa.

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