Opel, Marchionne: "Pronti se Merkel chiama"

I giochi non sono ancora "tecnicamente" chiusi. Ha risposto così l'amministratore delegato del Lingotto alle domande in merito alla vicenda Opel. "L'interesse resta ma non dipende da noi". General motors chiede a Magna 6,5 miliardi per i brevetti Opel

Opel, Marchionne: "Pronti se Merkel chiama"

Torino - La partita è ancora aperta. "L’interesse rimane ma non dipende da noi". Così l'ad del Lingotto, Sergio Marchionne, apre un nuovo capitolo della vicenda Opel e, arrivando alla celebrazione del 195esimo anniversario dei Carabinieri a Torino, fa vedere un nuovo margine di contrattazione. "Tecnicamente non è chiusa. Vedremo. Il comunicato stampa da noi rilasciato venerdì scorso era assolutamente chiaro - ammette Marchionne - l’interesse resta".

L'apertura del Lingotto "Se dal governo tedesco una telefonata arriva, bene, ma non la stiamo aspettando con ansia. Se arriva, arriva, altrimenti continuiamo a fare il nostro lavoro", ha spiegato l’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne su un eventuale reingresso della Fiat nella trattativa sull’acquisizione di Opel. Per Marchionne, "la disponibilità della Fiat ad entrare in un discorso intelligente, industriale e logico rimane sempre. Siamo convinti che di tutte le proposte che hanno ricevuto la nostra era l’unica che aveva quegli elementi. Il discorso è che se il governo tedesco è disposto ad ascoltarci di nuovo - ha aggiunto - siamo disposti a riaprirlo". Secondo l’Ad della Fiat, però, "l’inquadratura è quella lì". "Noi facciamo vetture - ha commentato - e dobbiamo trovare il modo per risolvere il problema della sovracapacità industriale e abbassare i costi di produzione. Dobbiamo fare le cose necessarie per tenere questa industria in piedi. Se il governo tedesco è interessato a fare parte di questo progetto - ha ribadito - sono più che disposto a farlo. Altri discorsi che parlano della Russia, di espansioni, eccetera, sono cavolate".

GM chiede 6,5 miliardi a Magna per i brevetti General Motors vuole fare pagare a Magna, che si è aggiudicata la sua controllata europea Opel, diversi miliardi di euro di diritti per utilizzo di brevetti. Lo riporta stamani la stampa tedesca. Handelsblatt ha calcolato che opel dovrebbe pagare alla sua vecchia casa madre quasi 6,5 miliardi per utilizzare tali brevetti. Inoltre, aggiunge il quotidiano, le azioni privilegiate che Opel deve dare a gm per 200 milioni e il pagamento di 300 milioni, fanno salire a 7 miliardi il totale che la Magna dovrà versare.

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