(...) e forte, con tutta la passione umana e la carica di fede che lo travolgevano. Di questo stesso innamoramento don Giussani è stato missionario infaticabile ed educatore entusiasta nei riguardi di quanti ha incontrato nel suo ministero sacerdotale, a cominciare dai giovani».
Tettamanzi ha quindi sottolineato limportanza della missione, che «è la ragione stessa dellesistenza» della Chiesa: «So che questa partecipazione alla missione della Chiesa - partecipazione convinta e responsabile, personale e comunitaria, operante nei più diversi ambienti della vita sociale - è stata una costante del magistero e dellopera di monsignor Giussani. E so che il suo impeto missionario ha segnato a tal punto Comunione e liberazione da costituirla nella sua essenza più profonda come un movimento». E un applauso del popolo di Cl ha interrotto lomelia quando larcivescovo ha detto che visitando le parrocchie ha spesso incontrato persone di Cl, impegnate nella pastorale ordinaria che gli hanno detto: «Le vogliamo bene». «E la mia risposta è stata identica: vi voglio bene. Con la stessa sincerità, la ripeto questa sera a tutti voi». Applauso che si è ripetuto a fine omelia. «Il nostro desiderio è servire con tutta la nostra esistenza la Chiesa», ha detto don Carron, a Tettamanzi, chiudendo la celebrazione. «Desidero ringraziarla a nome di tutta Comunione e liberazione per questa celebrazione con cui ha voluto esprimere la sua stima per don Giussani e per il movimento.
In ottomila con Tettamanzi per don Gius
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