Esami del sangue completi, cosa c'è da sapere per interpretarli

Gli esami del sangue completi sono un ottimo modo per tenere sotto controllo la propria salute: cosa sapere per interpretarli

Esami del sangue completi, cosa c'è da sapere per interpretarli

Gli esami del sangue completi sono un ottimo modo per tenere sotto controllo la propria salute. Una buona abitudine che dovrebbe essere regolare, nei giusti intervalli di tempo, per consentire di scoprire tempestivamente eventuali alterazioni nei valori considerati normali.

Almeno una volta all'anno sarebbe bene fare degli esami completi, recandosi presso una struttura ospedaliera o un laboratorio specializzato. Prima regola in questo caso è quella di effettuare le analisi del sangue al mattino, presentandosi presso la struttura a digiuno da almeno 8 ore.

Soprattutto se i tempi tra un esame e l'altro superano l'anno è opportuno procedere con un emocromo completo, che resta sempre un pacchetto di analisi molto utile. Al suo interno troviamo le indicazioni relative ai globuli rossi, utili per trasportare l'ossigeno e l'anidride carbonica da e alle cellule, i cui valori di riferimento sono tra 4,5 e 5 milioni per mm3 nelle donne e tra 4,5 e 6 milioni negli uomini.

Inclusi anche i globuli bianchi, con valori tra 4.000-7.000/mm3 (donne) e tra 5.000 e 8.000/mm3 (uomini). Comprese nell'emocromo completo anche le piastrine (Plt) e l'emoglobina (Hgb).

Esami del sangue completi, quali sono

Oltre al già citato emocromo completo possono aggiungersi alcuni altri esami, richiesti dal medico o effettuati autonomamente come attività di prevenzione. Vengono aggiunte ad esempio quelle analisi relative ai livelli di colesterolo, indagati attraverso tre paramentri: livello totale, Hdl e Ldl. Solitamente questi valori vengono valutati parallelamente a quelli dei trigliceridi.

Molto utile è anche l'analisi dei livelli di sideremia, ovvero del quantitativo di ferro presente nel sangue. Da integrare tra gli esami del sangue anche quelli che coinvolgono la tiroide ovvero TSH, FT3 e FT4. Restano poi altri esami, relativi a dei marker utili nell'attività di screening, come: Got o Ast, Gpt o Alt, gamma Gt, Ves, Ldh o lattico deidrogenasi, fosfatasi alcalina.

Cosa c'è da sapere per interpretarli

Una cosa da sapere riguardo le analisi del sangue è che possono essere richieste tempistiche variabili per i diversi esami. Verosimilmente i risultati verranno consegnati insieme, quindi ci sarà da attendere un po' di più rispetto alle analisi di base.

Altro aspetto importante da valutare è la variabilità dei risultati da laboratorio a laboratorio. Opportuno quindi fare molta attenzione a quelli che sono i range di riferimento indicati dalla struttura a cui ci si rivolge. La differenza di risultati tra una struttura e l'altra può portare anche a valori di poco oltre la soglia consigliata, ma potrebbero essere in questi casi eccessi destinati a rientrare in breve tempo.

Esistono poi alcuni fattori capaci di alterare i risultati degli esami del sangue completi, tra cui l'esercizio fisico intenso. Altre due possibili fonti di interferenza sono la gravidanza e l'assunzione di farmaci. Si raccomanda in ogni caso di non limitarsi al consulto per proprio conto dei referti forniti dal laboratorio di analisi ma di approfondire eventuali valori fuori norma con il proprio medico curante. A maggior ragione se vengono coinvolti alcuni parametri in particolare, come quelli relativi alla tiroide o legati alla presenza nel sangue di globuli bianchi.

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