Padania al Vaticano: "Rivediamo il Concordato" Retromarcia della Lega: "Nessuna intenzione"

Sul quotidiano leghista un editoriale che suona come un ultimatum all'indomani della presa di posizione di monsignor Vegliò contro Calderoli: "Basta ingerenze del Vaticano in politica altrimenti addio Patti lateranensi". La smentita di Cota e Bricolo: "Idee del giornalista"

<em>Padania</em> al Vaticano: &quot;Rivediamo il Concordato&quot;<br />
Retromarcia della Lega: &quot;Nessuna intenzione&quot;

Milano - "Basta ingerenze o addio concordato". Quello della Lega alla Santa Sede suona come un ultimatum. Alla vigilia dell’incontro all’Aquila tra il cardinal Tarcisio Bertone e il premier Silvio Berlusconi, giunge un avvertimento dalla Lega al Vaticano: basta accuse al Carroccio da Oltretevere o a tornare in discussione saranno i Trattati lateranensi che regolano, per Costituzione, i rapporti fra Italia e Vaticano. Dopo qualche ora di passione arriva la smentita di Cota e Bricolo: "Nessuna volontà di modificare il Concordato. E' un'idea del giornalista".

Via stampa Il monito giunge dalla Padania, quotidiano del partito di Umberto Bossi che non è solo il segretario dei lumbard, ma anche il ministro in carica delle Riforme, con una riflessione oggi in prima pagina sui rapporti fra Italia e Chiesa cattolica dal titolo "Strane ingerenze ideologiche in uno Stato laico". L’articolo della Padania definisce le parole di ieri di monsignor Vegliò all’indirizzo del ministro leghista Calderoli come "l’ultimo episodio di una lunga serie di ingerenze ideologiche e squisitamente politiche da parte di uomini delle gerarchie ecclesiastiche nelle faccende di uno Stato che, fino a prova contraria, è laico".

Basta interventismo Ed elenca tutti gli interventi di prelati e proporati contro le politiche, soprattutto in tema di sicurezza e immigrazioone, degli attuali ministri leghisti. "I confini e le sfere di ingerenza reciproca fra Stato e Chiesa - si legge ancora dopo il riassunto del contenuto dei Patti lateranensi come attualmente disciplinati e in vigore- sono precisi. Ed è anche vero che la Chiesa rappresenta uno dei cosidetti 'poteri forti'. Tuttavia se i rapporti fra lo Stato e la Chiesa andranno avanti lungo questa deriva, ossia le gerarchie ecclesiastiche proseguiranno in questa politica marcatamente interventista nei confronti delle decisioni e degli orientamenti della politica e delle istituzioni al di là di ogni ragionevole confine di neutralità delle rispettive sfere di intervento - avverte l’articolo della Padania a firma Stefano B.Galli - bisognerà inserire nell’agenda delle riforme anche una revisione di Concordato e Patti Lateranensi. Non ci pare il caso".

La smentita della Lega "La Lega non ha alcuna intenzione di modificare il Concordato che così com’è va bene". Lo affermano in una nota congiunta Fabrizio Bricolo, presidente dei senatori della Lega, e Roberto Cota, presidente dei deputati del Carroccio. "Con riferimento all’articolo pubblicato oggi dalla Padania a firma di Stefano Galli - dicono i due leghisti - viste le strumentalizzazioni che sono seguite, intendiamo affermare quanto segue: 'L’articolo è stato scritto da un editorialista esterno ed esprime le sue opinioni personali'. Lo diciamo chiaramente: la Lega non ha alcuna intenzione di modificare il Concordato che così com’è va bene. Ricordiamo - aggiungono Bricolo e Cota - che per quanto ci riguarda non c’è alcuno scontro con la Chiesa Cattolica, anche se alcuni personalità come monsignor Marchetto hanno fatto dichiarazioni contro l’operato di questo governo che noi non condividiamo. Alle opposizioni - concludono i due parlamentari della Lega - rispondiamo che i problemi con la Chiesa li hanno loro, visto che sono i primi nel parlamento a battersi per la pillola abortiva, i matrimoni gay e l’eutanasia".

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