Via Padova, Moratti: "Leggi speciali" La Lega: "Inutili, bastano i controlli"

Allarme sicurezza. Il sindaco invierà al governo la sua proposta, Bolognini chiede che vengano applicate le norme

«Se si fossero applicate le leggi che già ci sono, se ci fosse stato un maggior grado di attenzione e rigidità nei controlli così come nelle azioni di prevenzione, non saremmo arrivati a chiedere provvedimenti di emergenza». È il giorno in cui si riunisce il tavolo sulla sicurezza in Prefettura per fare il punto ancora una volta su via Padova, dove qualche settimana fa è esplosa una guerriglia tra bande e dove gli episodi di violenza tra le comunità immigrate sembrano non fermarsi. Il sindaco Moratti parla di «una proposta da inviare al governo per delle modifiche normative e su ordinanze o modifiche di regolamenti comunali e per intensificare il coordinamento con altre istituzioni». Ma il primo stop arriva dalla Lega e ogni decisione su possibili ordinanze per la sicurezza è rimandata all’incontro di mercoledì prossimo. «Va bene il giro di vite a cui pensa il sindaco - spiega l’assessore provinciale alla sicurezza del Carroccio, Stefano Bolognini -. Ma già oggi la legge ha strumenti pesanti. Basterebbe fare i controlli e applicare la normativa». Come la legge 6 del 2010 della Regione Lombardia, il testo unico sul commercio e sulle fiere che prevede che in caso di recidività per violazione di orari e igiene oltre alla sanzione, si possa sospendere la licenza. «È chiaro che una maggiore attenzione a queste possibilità, permette di combattere le illegalità commerciali su via Padova» continua Bolognini riferendosi a bar, kebab, parrucchieri che infrangono ordinanze e divieti e che molto spesso diventano soltanto dei luoghi di copertura per attività illecite e di malaffare. Guai però a parlare di uno stato di polizia, o una militarizzazione del quartiere. Quello a cui pensa la Lega è piuttosto un giro di vite che punta a colpire l’illegalità e a sfatare l’idea che via Padova sia un’isola felice per chi vuole aggirare la legge. «È una zona che dà l’idea di essere fuori controllo. C’è una situazione latente di impunità, la mancanza di sicurezza è a 360 gradi. Questo ha fatto sì che fosse un’area in cui non c’è la possibilità di essere sanzionati». C’è un’unanimità di intenti, che si è mostrata anche in Prefettura, per intervenire sul problema degli amministratori di condominio e degli appartamenti abitati da clandestini. «Ne sono stati identificati 80, ma nessuno di questi è posto sotto sequestro perché non c’è stato ancora il provvedimento giudiziario».
Chiamato in causa, il vicesindaco De Corato proprio nel giorno in cui in via Padre Luigi Monti, il quartiere del racket degli alloggi abusivi, è stata sgomberata la casa di Anna Cardinale, meglio nota come signora Gabetti, risponde con i dati. «Negli ultimi 4 mesi, la polizia locale ha effettuato solo in via Padova 96 controlli ad attività commerciali con 37 violazioni di cui 26 di tipo amministrativo, 11 di tipo sanitario, 8 reati accertati, 3 sequestri penali e 3 persone denunciate. Per quanto riguarda la sicurezza alimentare, nel 2009 il nucleo tutela del consumatore ha accertato 219 violazioni nei confronti di pubblici esercizi. Se allarghiamo il campo, tra gennaio e febbraio 2010, in zona 2 e 3 sono stati effettuati complessivamente 564 controlli accertando 140 violazioni».

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