Padovese, parla il killer: "Ho avuto una rivelazione poi ho ucciso il vescovo"

L'autista di monsignor Luigi Padovese, assassinato ieri a Iskenderun nel Sud della Turchia, rivela agli inquirenti: "Ho avuto una rivelazione e l’ho ucciso". E' stato formalmente incriminato dal tribunale: FOTO

Padovese, parla il killer: 
"Ho avuto una rivelazione 
poi ho ucciso il vescovo"

Ankara - "Ho avuto una rivelazione e l’ho ucciso". Avrebbe detto agli inquirenti l’autista di monsignor Luigi Padovese, assassinato ieri a Iskenderun, nel Sud della Turchia.

La confessioen di Murat Altun Murat Altun, 26enne (fonti turche l’avevano inizialmente definito trentenne, ndr), secondo l’emittente turca Ntv ha confessato l’omicidio del vicario apostolico ed è stato formalmente incriminato oggi dal tribunale della città portuale sul Mediterraneo. "Il mio cliente soffre di turbe mentali. Ha confessato tutti i dettagli dell’omicidio", ha dichiarato il legale del giovane, da quattro anni al servizio di Padovese. Secondo il governatore della provincia di Hatay da cui dipende Iskenderun, Mehmet Celalettin Lekesiz, dopo l’autopsia il corpo del vescovo sarà rimpatriato in Italia per le esequie. Informazione che per ora non trova altre conferme. Una cerimonia funebre è prevista oggi a Iskenderun.

Padovese preoccupato per minacce Monsignor Padovese era preoccupato per le minacce di cui sono oggetto i cristiani in Turchia. L’arcivescovo di Trento, Luigi Bressan, conosceva da anni monsignor Padovese e lo aveva incontrato in più occasioni anche recentemente. Bressan si è riferito ai martiri di ogni tempo "ai quali si è aggiunto il sacrificio di mons. Padovese, così vicino alla nostra diocesi e ai nostri missionari in quel Paese: è una sofferenza che appesantisce la nostra giornata". Da oltre dieci anni in Turchia c’è una significativa presenza trentina: nella comunità di Konya, a sud di Ankara, vivono due sorelle della Fraternità di Tavodo, Isabella Sartori e Serena Vanzetta, mentre a Ucisar, in Cappadocia, sono attivi Giovanni Battisti Crivelli e Davide Tranquillini, che fanno riferimento alla comunità del santuario di San Valentino di Ala. "In questi anni di presenza a rotazione in Cappadocia - spiega il responsabile di San Valentino di Ala, Gianfranco Azzolini - abbiamo avuto modo di apprezzare la bontà e la preparazione di mons. Padovese, un ’padrè davvero molto valido, pastore di profonda spiritualità - era un esperto di patristica - prudenza e grande amore per la Turchia".

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