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"Paghiamo la sbornia prodotta dal Covid"

Il direttore di minimum fax, Luca Briasco: "Bisogna tornare a fare scouting"

"Paghiamo la sbornia prodotta dal Covid"
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"In Italia si pubblica troppo". Lo dice subito Luca Briasco, un passato da Einaudi, da 8 anni direttore editoriale di minimum fax e tra i curatori di Testo, l'evento dedicato all'editoria contemporanea (quinta edizione dal 27/2 al 1/3 alla Leopolda di Firenze).

Non pare sorpreso dai dati dell'Aie.

"Li abbiamo visti arrivare. Paghiamo ancora il prezzo della sbornia del lockdown, quando la chiusura forzata ha reso il libro uno dei pochi strumenti di compagnia. Anche per noi, piccola e media editoria indipendente, i fatturati erano gonfiati, con crescite del 30-35%. Eravamo arrivati a pubblicare 45 titoli l'anno, oggi ne facciamo 30-35. Il sistema si è ingolfato: tornati alla normalità, il mercato non è stato più in grado di assorbire quel volume di titoli. Questo è il primo problema".

E poi?

"La crescente concentrazione dei mezzi nelle mani di pochi grandi gruppi, che controllano l'intera filiera, dal manoscritto alla distribuzione, fino alle catene di librerie. Penso a Feltrinelli, Giunti, Mondadori, Messaggerie. Nonostante le dichiarazioni di facciata sul pluralismo, la realtà è ben diversa. Senza diversità, alla lunga ci rimetteranno anche i giganti".

Possono difendersi i piccoli editori?

"Storicamente, il lavoro di ricerca dei piccoli e medi editori è stato fare da caldera ai grandi. Se guardiamo il catalogo Einaudi, ad esempio, molti degli autori vengono da minimum fax o da realtà simili. È una dinamica fisiologica che un autore esordisca con un editore minore e poi ambisca a mezzi più grandi. Noi piccoli dobbiamo tornare a fare un buon scouting. In passato, questo ha reso sana l'editoria".

Oggi non lo è più?

"Nessun governo è mai intervenuto sulla vera questione: la proprietà dei mezzi. È un problema se un gruppo editoriale possiede contemporaneamente la distribuzione e le librerie.

Per sanificare il sistema, bisognerebbe garantire un'equità di trattamento a livello di punti vendita, che permetterebbe la vera diversità del prodotto. Solo così tornerebbe a emergere chi sa stare sul mercato per la qualità del proprio lavoro di ricerca e non solo per la forza della propria rete distributiva".

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