Botte da orbi sul campo: l'arbitro senegalese aggredisce il giocatore

È diventato l'arbitro il protagonista di una partitella di calcetto in provincia di Trapani quandi si è scagliato contro un giocatore aggredendolo

È diventato lui il protagonista della partita: un arbitro senegalese di 18 anni. Ma non per qualche punizione o rigore non fischiato, o qualche cartellino contestato. Per una rissa. In campo. Il giovane, infatti, si sarebbe scagliato contro un connazionale che stava giocando, colpendolo con una bottiglia di vetro e ferendolo alla schiena e in testa. Sul posto, un campo di calcetto di Bonagia, una frazioncina del comune di Valderice in provincia di Trapani, sono intervenuti i carabinieri e il personale del 118. I medici hanno trasportato il giovane calciatore ferito all'ospedale di Sant'Antonio di Trapani, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Il giovane arbitro, invece, è stato denunciato in stato di libertà con l'accusa di aggressione.

Ad allertare i carabinieri sono stati alcuni spettatori della partitella che hanno riferito, al numero di emergenza del 112, della rissa in atto. I militari sono arrivati sul posto insieme ai medici del 118. Secondo le ricostruzioni fatte con l'aiuto di alcuni testimoni, l'arbitro, di nazionalità senegalese, K.D. di 18 anni, si è scagliato contro un connazionale colpendolo ripetutamente alla testa e alla schiena con una bottiglia di vetro. Il giovane è rimasto ferito in testa e nella parte bassa della chienza con alcuni tagli profondi ma non gravi.

Qualche tempo fa sempre un arbitro senegalese il protagonista di un fatto di cronaca. Il giovane chiamato a dirigere a Savio, frazione del comune di Cervia in provincia di Ravenna la partita del campionato Csi tra Savio e Hacker è stato aggredito con pugni e calci. Lo stesso arbitro, Elhadji Cissé, ha escluso la matrice razzista dell'episodio che comunque rimane di assoluta gravità. Il giovane arbitro ha ricevuto un pugno in faccia, intimidazioni e minacce "Tu non arbitri più, ti faccio vedere". Anche la moglie scesa in campo per assicurarsi delle condizioni del marito ha ricevuto un lancio di scarpa, a suo volta intimidita e minacciata. Sulla vicenda era intervenuto Charles Tchameni Tchienga, presidente Il Terzo Mondo Onlus: "Di questo episodio inaccettabile riteniamo che non sia assolutamente il caso di fare di un erba un fascio. Per questi motivi salutiamo il gesto umano e di fair play dei capitani delle due squadre ed i giocatori che accorgendosi della brutta e vigliacca situazione hanno prontamente preso le distanze da questa vergogna porgendo le loro scuse al direttore di gara. Esprimo il nostro sdegno e la nostra piena solidarietà non soltanto alla moglie coraggiosa di Elhadji Cissé, ma anche a lui stesso che in questo inappropriato episodio si è mostrato molto calmo, rigoroso e responsabile, proprio come richiede il codice arbitrale in questi casi. Rinnoviamo la nostra stima nei confronti della Csi che è una società sportiva seria responsabile ed è anch'essa vittima di questa vergogna".