Cantieri chiusi per i lavori. In centro monta la protesta: "Siamo in carcere"

Una città ostaggio dei cantieri per l'anello ferroviario. Una situazione insostenibile per i residenti che "si sentono in carcere" e per i commercianti che vedono calare il numero degli affari

Cantieri chiusi per i lavori. In centro monta la protesta: "Siamo in carcere"

Si sa quando aprono ma non si sa quando chiudono. Sembra un indovinello ma è la triste realtà dei cantieri a Palermo: si conosce la data di apertura dei cantieri ma mai la data di chiusura. Lo sanno bene i residenti del centro storico che da anni sono vittime del cantiere di via Emerico Amari per la fermata Porto, a piazza Castelnuovo per la fermata Politeama e in via Sicilia per quella Libertà. I lavori per il passante ferroviario vanno a rilento, e così, i cantieri restano lì in bella mostra come squarci sulla città. Passano i mesi e poi gli anni, si alternano le ditte ma i cantieri non si smontano: diventano parte dell'arredo. Chi può scappa da quelle zone. Il commercio chiude, si stravolgono le strade e le ditte si susseguono una dietro l'altra tra un fallimento e l'altro.

Via Sicilia. Aperto cinque anni fa e stato concluso per appena il 10 per cento. Adesso sembra che siano ripresi i lavori per la realizzazione della fermata ferroviaria metropolitana "Libertà" che fa parte del progetto di chiusura dell'anello ferroviario. I lavori erano stati sospesi a seguito del fallimento dell'impresa esecutrice dell'appalto gestito dalle Ferrovie. La ripresa dei lavori a seguito del subentro della nuova ditta è stato constatato dai componenti della Commissione consiliare per le attività produttive, interessata a seguire l'evoluzione della vicenda dai commercianti della zona. "Abbiamo riscontrato la piena ripresa dei lavori - ha dichiarato il presidente della Commissione Ottavio Zacco - che rappresenta un fatto importante sia per il completamento dell'opera sia per restituire una piena agibilità agli operatori commerciali della zona, fortemente danneggiati dalla presenza di un cantiere particolarmente ingombrante. Ai commercianti ho ricordato la possibilità di accedere ad alcune agevolazioni fiscali votate dal Consiglio comunale già da anni, ed allo tempo intendo sensibilizzare l'Amministrazione perché si faccia promotrice, anche presso le Ferrovie di interventi risarcitori dei danni subiti dalle imprese della zona".

Via Emerico Amari. La strada è il collegamento diretto tra il Porto e il centro storico della città. A differenza delle altre zone della città dopo la chiusura totale negli anni scorsi, adesso parzialmente rivede la luce. A dicembre sono stati liberati altri cento metri tra via Principe di Scordia e via Michele Amari. Il cantiere è passato alla D’Agostino costruzioni, che ha rilevato la Tecnis, nel frattempo fallita e il cui stop aveva, di conseguenza, fermato il cantiere. Adesso la nuova società ha promesso di liberare l'area per settembre 2020. Da quel momento si lavorerà sotto terra per la costruzione della nuova fermata.

Politeama. Si tratta del cantiere più delicato quello che riguarda il centro storico. La piazza più importante di Palermo è al centro di un profondo restyling. Il cantiere inizia all'incrocio con via Ruggero Settimo e prosegue verso il Politeama. Il gruppo campano D'Agostino Costruzioni vorrebbe concludere i lavori per il 31 luglio 2020. Al di là, delle rassicurazioni del sindaco Leoluca Orlando resta il fatto che questo è il biglietto da visita della città ai turisti che arrivano in città. "L'evoluzione sarà seguita attentamente dall'Amministrazione comunale che, anche se non responsabile del cantiere e dell'intera opera, può svolgere un'azione di pungolo nei confronti della nuova impresa perché nessun cantiere, in via Sicilia come al Porto e al Politeama, venga più interrotto o proceda a rilento", dice il primo cittadino. Qui i residenti, ma soprattutto i commercianti sono preoccupati perché neanche il turismo riesce a risollevare le sorti di un commercio che sembra essere totalmente assente e tutti concordano nel dire: "CI sentiamo in carcere con questo cantiere".