Coronavirus, a Messina il sindaco firma l'ordinanza "anti-passeggio"

Dopo l'ordinanza che impone il coprifuoco in città, il sindaco De Luca batte ancora i pugni e contro chi continua a violare le disposizioni, firma l'ordinanza che vieta le attività sportive all'aperto

Il sindaco di Messina Cateno De Luca batte i pugni sul tavolo sui podisti improvvisati - che in questi giorni si sono moltiplicati - e per contrastare la diffusione del coronavirus nella città dello Stretto firma un'ordinanza anti-passeggio. Dopo averla annunciata ieri sera, l'ordinanza del primo cittadino, segue quella di alcuni giorni fa, che impone il coprifuoco in città.

Adesso le nuove disposizioni che vietano di passeggiare e fare attività sportiva sul lungomare, sulle piazze, nelle strade e nei villaggi cittadini. E per far rispettare le nuove stringenti regole il primo cittadino si spinge anche a chiedere l'impiego dell'esercito. "Ci vuole una stretta perché i riscontri in nostro possesso, grazie a un attento monitoraggio effettuato dalla Polizia municipale - spiega il sindaco De Luca -, ci dicono che in alcune zone della nostra città non è percepita la situazione d'emergenza che sta vivendo l'intero Paese". Saranno i vigili urbani ad effettuare i controlli e per i trasgressori scatterà sia la denuncia per violazione del Decreto del presidente del Consiglio, sia una sanzione amministrativa fissa di 450 euro. Il divieto di attività all'aperto è esteso anche alle spiagge e ai torrenti.

"Ognuno di noi, essendo un potenziale killer, ha l'obbligo di restare a casa - dice ancora De Luca - e, invece, in questi giorni abbiamo notato all'improvviso l'esistenza a Messina di migliaia di podisti improvvisati. Questo ci ha indotto a fare un passo ulteriore: a partire dalle 21 di questa sera sarà inibito l'uso del suolo pubblico, che non potrà essere usato in modo scriteriato".

Dalla sua sindaco ha una sentenza del Tar su un'ordinanza del governatore della Campania. "Si chiede sempre la mia testa e la mia rimozione - sottolinea il primo cittadino -, ma ai miei contestatori dico che abbiamo avuto il conforto di un pronunciamento del Tar di poche ore fa sul ricorso contro un'ordinanza del mio omonimo De Luca che vieta l'attività sportiva all'aperto non ritenendola compatibile con le esigenze sanitarie in atto. É finito il tempo di babbiare (scherzare, ndr)".

E sulla vicenda dei 116 messinesi che hanno fatto rientro pochi giorni fa dalle vacanze a Madonna di Campiglio senza comunicarlo e, che ha mandato su tutte le furie proprio De Luca, l'Asp di Messina attraverso una nota firmata dal direttore generale Paolo la Paglia, ha speigato che "Su 116 nominativi in elenco 21 hanno effettuato la comunicazione nei termini, 19 hanno effettuato la comunicazione fuori dai termini e i rimanenti non hanno effettuato alcuna comunicazione". Significa che in 76 non hanno rispettato le procedure previste violando le disposizioni.

"Ci sono già 6-7 contagiati accertati tra la comitiva di messinesi tornati tra il 7 e 8 marzo scorsi da una settimana bianca a Madonna di Campiglio. Abbiamo segnalato il caso alla procura chiedendo di accertare non solo i ritardi in questa vicenda, ma anche i reati molto gravi commessi su cui adesso l'autorità giudiziaria sta indagando". Ha detto il sindaco De Luca, tornando a parlare del caso.

"Grazie alla polizia municipale - ha sottolineato De Luca - abbiamo ricostruito un elenco di 116 persone. Mancano ancora i dati dei B&B, degli chalet e di un gruppo di 10 persone che non sono state registrate dalla struttura in cui hanno alloggiato. Incrociando i dati da noi forniti, l'Asp ci ha comunicato che di queste persone, solo 21 hanno effettuato l'autodenuncia, 19 lo hanno fatto fuori dai termini e i rimanenti non hanno effettuato alcuna comunicazione. Questo significa che in 76 non hanno rispettato le procedure previste. Si tratta anche di professionisti e medici che nei giorni successivi potrebbero essere entrati in contatto con tantissime persone. Ho ordinato all'Asp di fare i tamponi su tutta questa gente", ha concluso in sindaco.

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