Musumeci attacca l'Anas: "Servizio inadeguato"

Botta e riposta tra il presidente della Regione Nello Musumeci e l'Anas sulla viabilità in Sicilia. Sul banco degli imputati finisce nuovamente la A19 Palermo-Catania, interrotta e con continue deviazioni che limitano il passaggio dei mezzi pesanti

Musumeci attacca l'Anas: "Servizio inadeguato"

Musumeci attacca l'Anas e l'Anas risponde. Ormai si tratta di un vero e proprio duello a distanza tra il governatore siciliano e la società che si occupa della gestione delle autostrade italiane. L'ultimo attacco riguarda l'A19, l'autostrada spezzata in due, una via crucis a cui sono costretti ogni giorno migliaia di automobilisti, autotrasportatori e residenti. Secondo il numero uno di palazzo Orleans i disservizi di Anas sull'autostrada più importante dell'isola sono da considerarsi inconcepibili e irriguardosi. Il riferimento è all'ultima deviazione, quella del viadotto Cannatello chiuso perché a rischio crollo, e che costringe i mezzi pesanti all'uscita obbligatoria a Tremonzelli. "È inconcepibile e irriguardoso che, per l’ennesima volta, l’Anas dimostri di non avere rispetto per la pazienza dei siciliani». Il protrarsi delle operazioni di soccorso di un tir, andato fuori strada qualche giorno fa proprio sulla strada alternativa suggerita dall'Anas, ha costretto decine di altri autisti a passare la notte all'addiaccio.

"Le nostre autostrade - sottolinea il governatore - continuano a cadere a pezzi nella impotenza di chi dovrebbe assicurarne la piena efficienza. Ho grande rispetto per i vertici siciliani dell’azienda di Stato, ma a Roma debbono capire che nell'Isola siamo stanchi della politica del rappezzo. Un modus operandi che non ha né capo né coda, che denuncia una totale mancanza di strategia e che vive soltanto di soluzioni tampone, rivelatesi spesso inadeguate e rischiose. Voglio escludere la malafede - aggiunge Musumeci - ma, proprio per questo, non posso che ribadire, ancora una volta, l'assoluta inadeguatezza dell'Anas ad affrontare e risolvere problemi infrastrutturali provocati da almeno quarant’anni di mancata manutenzione. È arrivato il momento che questa lunga stagione di colpevole incuria si chiuda per sempre e che, con urgenza, comincino ad arrivare quelle risposte che lo Stato deve alla Sicilia".

Non si è fatta attendere la replica di Anas che replica alle nuove accuse di inadeguatezza. La società autostradale ha voluto precisare che l'incidente "non si è verificato lungo il percorso alternativo indicato da Anas per i mezzi pesanti eccedenti le 3,5 tonnellate in direzione Palermo-Catania che, in base all'ordinanza Anas del 27 dicembre, prevede l'uscita allo svincolo di Tremonzelli e, dopo avere percorso le strade statali 120 e 117, il rientro in autostrada allo svincolo di Mulinello".

I vertici di Anas spiegano che il percorso alternativo è quello che Anas consiglia di percorrere a prescindere dalle condizioni di traffico e meteorologiche, in sostituzione di quello con uscita a Resuttano che prevede la percorrenza delle strade provinciali 19 e 112, lungo le quali tuttavia, "non era e non è in vigore alcuna limitazione al transito in ordine a limiti di sagoma o massa". L'incidente che ha causato il blocco dei mezzi pesanti è avvenuto su un tratto di strada provinciale, e non sul percorso alternativo indicato da Anas, "circostanza che sembra non essere nota al presidente della Regione". Lungo tali strade provinciali Anas, "non ha alcuna competenza; nonostante ciò, nello spirito di fattiva e leale collaborazione tra istituzioni, su richiesta delle amministrazioni locali ha comunque provveduto ad avviare interventi urgenti di messa in sicurezza del piano viabile, attualmente in corso di esecuzione".

Infine, Anas nega "con fermezza" di perseguire "una politica del rappezzo". Anzi, precisa che la Direzione nazionale e la Direzione regionale hanno predisposto fin dal 2017 "un piano di manutenzione straordinaria dell'A19 articolato e completo che prevede investimenti pari a 850 milioni di euro lungo tutta l'arteria, in parte già eseguiti, e più in generale, un piano di manutenzione programmata di tutta la rete stradale siciliana per il quale sono previsti 1,1 miliardi di euro, dei quali circa 180 milioni in interventi già attivi e 600 milioni per interventi di prossima attivazione. Tale necessità nasce sicuramente da un gap manutentivo che si è accumulato negli scorsi decenni, problema peraltro non limitato alla Sicilia, ma diffuso in gran parte del Paese, che però non è attribuibile ad Anas né tanto meno all'attuale gestione, ma a scelte politiche del passato che non hanno previsto lo stanziamento di fondi adeguati per la manutenzione", conclude Anas.

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