Coronavirus, via ai controlli a tappeto: "Non uscite da casa"

Nonostante le misure restrittive, ancora in molti si spostano da un Comune all'altro senza validi motivi e senza autocertificazione. I carabinieri: "Cerchiamo di informarli"

"Signora dove sta andando?", il tono è gentile e cortese ma nello stesso tempo netto e perentorio. È un colloquio tra un carabiniere in divisa ad un posto di controllo e una signora alla guida di un'automobile che replica alla richiesta dei documenti: "A fare la spesa al centro commerciale". Il carabiniere guarda il documento d'identità, che la signora ha appena consegnato, e legge il comune di residenza: "Signora, lei è fuori dal suo Comune di residenza. Il decreto impone di fare la spesa dentro il suo comune, non fuori. Capisco che magari per abitudine tende a fare la spesa nei grandi supermercati ma cerchi di farla nel suo comune di residenza". Si avverte qualche perplessità nella voce dell'automobilista che fa marcia indietro e torna a casa. Ad un giorno dall'entrata in vigore del decreto ribattezzato "Io resto a casa" dal premier Giuseppe Conte, a Palermo e provincia scattano i controlli e le prime sanzioni per chi trasgredisce le nuove regole di comportamento resesi necessarie per arginare il diffondersi del contagio da coronavirus.

Eppure nonostante i divieti e le prescrizione c'è una fetta della popolazione resistente. Di sicuro, non è facile far comprendere alle persone la necessità di restare a casa, soprattutto non è facile far cambiare le abitudine agli italiani. C'è chi comprende, chi fa maggiori resistenze. Ancora tanta gente si sposta da un comune all'altro senza validi motivi e senza autocertificazione. "Noi cerchiamo di spiegare ai cittadini il momento delicato che stiamo attraversando - spiegano i carabinieri -. Stiamo cercando di informare le persone, molte delle quali sono spaesate e non sempre sanno cosa fare. La modulistica è un'assunzione di responsabilità. In questo momento è necessario limitare gli spostamenti".

Ieri sera alle ore 18 in città c'era calma piatta. Tutti gli esercizi commerciali - dalle grandi catene ai piccoli negozi - hanno deciso di abbassare le saracinesche per adeguarsi alle disposizioni legate all'emergenza. E dunque chiusi i bar - di solito affollati a quest'ora del pomeriggio - di via Principe di Belmonte, il salotto pedonale della città. Locali chiusi anche in piazzetta Bagnasco, ritrovo della movida palermitana dal pomeriggio a notte fonda, ora deserta. C'è la coda - ordinata - per entrare alla market mentre da Mc Donalds, porte chiuse al pubblico e all'esterno solo i riders per le consegne a domicilio. Per il resto c'è chi ha deciso di chiudere a prescindere: "Noi abbiamo deciso di chiudere perché non possiamo garantire un metro di distanza, né le norme imposte dal Dpcm", spiega il titolare di una nota barberia. Quindi si chiude in attesa di tempi migliori.

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