Prescrizione, Italia Viva rompe: diserta il Cdm e vota con l'opposizione

Le ministre renziane minacciano di non partecipare al vertice di governo. Orlando avverte: "Si può tornare al voto…"

Prescrizione, Italia Viva rompe: diserta il Cdm e vota con l'opposizione

È alta tensione nella maggioranza. E il motivo è sempre quello: la riforma della prescrizione. All'indomani del voto in commissione Affari costituzionali e bilancio della Camera dei deputati, che ha bocciato (con 49 voti contro 40) il tentativo renziano - appoggiato dalle opposizioni - di rinviare di un anno la riforma Bonafede, ora le ministre di Italia Viva minacciano di non partecipare al consiglio dei ministri di questa sera a Palazzo Chigi.

Inoltre, per la seconda volta in poche Iv vota provocatoriamente insieme all'opposizione in Commissione: in mattinata è stato bocciato l'emendamento sulla prescrizione proposto da Forza Italia al decreto intercettazioni; il senatore di Italia Viva Giuseppe Cucca ha votato insieme ad azzurri, leghisti e FdI.

Ma facciamo un passo indietro. Ieri, mercoledì 12 febbraio, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali e altri onorevoli del gruppo misto hanno ricacciato al mittente il "lodo Annibali", che prende il nome dalla deputata di Iv Lucia Annibali. Insomma, la maggioranza è riuscita a tenere botta, facendo ingoiare a forza a Matteo Renzi una sconfitta che brucia non poco. Sia all'ex presidente del Consiglio, sia a tutti i renziani. Anche perché con il "no" al "lodo Annibali", la riforma della prescrizione del Guardasigilli procede spedita. Il diretto interessato, sempre ieri, tirava dritto e tirava acqua al suo mulino: "Non ci sono ulteriori mediazioni, ora basta: andiamo in consiglio dei ministri con l'accordo di maggioranza del 'lodo Conte-bis'".

Bene, ora le renzianissime Teresa Bellanova ed Elena Bonetti – come riportato dal Corriere della Sera, secondo fonti proprie di Iv – potrebbero disertare il summit di governo per lanciare un chiaro messaggio all'esecutivo: un'assenza pesante per ribadire ancora una volta il non gradimento del "lodo Conte-bis" sulla prescrizione, appunto.

La ministra dell’Agricoltura è attualmente impegnata in una visita istituzionale in Russia, a Mosca, ma dovrebbe tornare nel tardo pomeriggio a Roma: volendo, il tempo per andare al Cdm ci sarebbe eccome. Ma la strategia di Renzi e dei suoi è quella della "tensione": fare di tutto per fingere di voler rompere. E chissà che prima o poi la corda (che tiene insieme questa scollata maggioranza) si possa davvero spezzare…

Nel mentre, l'ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, nonché attuale vicesegretario del Pd, si lascia andare a frasi sibilline. Ospite di Sky Tg 24, il dem ha infatti dichiarato: "Le scelte le dobbiamo fare dentro la maggioranza, non andare a fare blitz con l'opposizione e a Italia viva dico che possiamo vedere in Parlamento se il cosiddetto lodo Conte può essere perfezionato. Però Lasciare l’esecutivo impantanato all'infinito sulla prescrizione non è un bene per il governo, ma i governi possono cambiare e si può andare a votare".

Renzi e Boschi sulla prescrizione

La capogruppo alla Camera di Italia Viva, Maria Elena Boschi ha rilasciato un’intervista a Repubblica nella quale ha ribadito l’impegno del suo partito nel difendere lo stato di diritto dalla cultura giustizialista: "Ogni anno più di mille innocenti finiscono in carcere. La vicenda di Enzo Tortora non ha insegnato nulla? Lo Stato ha pagato fino ad oggi l'equivalente di quasi 800 milioni di euro ai cittadini per errori giudiziari. Vorremmo che la cultura del garantismo avesse la meglio sul giustizialismo". L'ex ministro, dunque, attacca il segretario del Pd: "La riforma Bonafede resta in vigore per esplicita responsabilità del Pd. Se avessero votato il lodo Annibali, avremmo di nuovo la legge Orlando. Tra una legge fatta dal Pd e una fatta dai 5Stelle con la Lega, Nicola Zingaretti ha scelto di stare con i populisti. Per me è una ferita ma non una sorpresa: questo Pd è sempre più populista…". Ma non è finita qui, visto che la Boschi commenta e smentisce l’ipotesi di un possibile strappo nel governo per mano di Renzi: "Per noi si sta dentro il governo, se Conte e il Pd ci vogliono fare fuori, lo dicano. Noi andiamo avanti, il Pd è in imbarazzo essendo a rimorchio del giustizialismo grillino, non accettiamo derive giustizialiste".

In mattinata sono arrivate le parole anche dell’ex rottamatore. Nella sua Enews, infatti, Renzi ha scritto: "Il garantismo sta al giustizialismo come la democrazia sta alla dittatura. Ieri, intanto, si è votato il Lodo Annibali alla Camera: se fosse passata la proposta di Lucia Annibali, sarebbe tornata in vigore la legge del Pd fatta da Orlando & Gentiloni. Invece il Pd - incredibilmente - pur di votare contro Italia Viva, ha tenuto in vigore la legge populista fatta da Bonafede & Salvini".