Truffa alla Regione: sequestrati tre traghetti e 3,5 milioni euro alla Caronte&Tourist

La società che ha inglobato nel 2017 la Ngi si è aggiudicata un appalto regionale da oltre 15 milioni di euro ottenuto con un ribasso del 30 per cento. I traghetti impiegati nelle rotte da e per l'isola non sarebbero state idonee per il trasporto di anziani e disabili

Avrebbero truffato la Regione, con questa accusa i finanzieri di Palermo, in collaborazione con i colleghi del nucleo Pef di Messina hanno dato esecuzione al decreto emesso dal Gip del Tribunale di Messina con il quale è stato disposto, nei confronti della Caronte&Tourist un sequestro di tre navi e 3,5 milioni di euro. I reati ipotizzati sono quelli di truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture ai danni della Regione siciliana. Secondo le indagini svolte dalla Finanza di Palermo i traghetti compagnia "Pace", "Ulisse" e "Caronte" presenterebbero gravi carenze tecniche e strutturali che non garantirebbero la sicurezza nel trasporto delle persone a mobilità ridotta. La Ngi, poi inglobata dalla Caronte&Tourist si era aggiudicata nel 2015 il lotto Trapani-Isole Egadi per il servizio di collegamento marittimo per cinque anni tra la Sicilia e le sue isole minori. Il valore del lotto era di circa 15,9 milioni di euro, con aggiudicazione, tramite significativo ribasso, a 5,3 milioni di euro, ovvero del 30 per cento Per partecipare e aggiudicarsi la gara ciascuno dei concorrenti aveva individuato una nave-traghetto la Ngi aveva designato la “Pace” da dedicare esclusivamente alla tratta oggetto del singolo lotto, dotata di stringenti caratteristiche strutturali volte a consentire la navigazione in piena sicurezza anche alle persone a mobilità ridotta.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare che la nave "presenta gravi carenze tecniche e strutturali in ragione delle quali non è assolutamente possibile trasportare in sicurezza persone a mobilità ridotta". Le indagini hanno altresì consentito di riscontrare "l’avvenuto ricorso a sostituzioni irregolari del traghetto designato per la tratta Trapani/Isole Egadi, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante, ma, soprattutto, avvenute con ulteriori traghetti (“Caronte” e “Ulisse”) anch’essi carenti dei requisiti previsti per il trasporto delle persone a mobilità ridotta", spiegano le Fiamme gialle. Ulteriori mirate ispezioni delle navi con l’ausilio di ingegneri navali hanno definitivamente confermato l’ipotesi investigativa. L’ammontare delle contribuzioni pubbliche indebitamente percepite nel periodo 2016-2019, quantificato dagli specialisti del Nucleo PEF di Palermo in oltre 3,5 milioni di euro, è stato oggetto di sequestro nei confronti della società e degli indagati. I mezzi navali sequestrati sono stati affidati ad amministratori giudiziari nominati dal GIP, mentre la società armatrice è stata designata custode.

In una nota la società di navigazione ha precisato che "il provvedimento dell’autorità giudiziaria, relativo a questioni interpretative delle attuali normative in materia di trasporto di persone a mobilità ridotta, non inficia la continuità dell’esercizio dei collegamenti marittimi, che quindi procedono nei termini ordinariamente previsti" e che "con riferimento alle allarmistiche notizie di blocco della Sicilia a seguito del sequestro di navi di una delle società del Gruppo Caronte&Tourist precisa che il traghettamento da e verso la Sicilia e le sue isole minori continua a essere regolarmente effettuato”. Il Gruppo ribadisce la “propria fiducia nell’operato della magistratura e la certezza di poter dimostrare l’assoluta limpidezza dei comportamenti aziendali e dei manager destinatari di informazione di garanzia”.