Papello, il pg di Palermo: "Verifica dell'autenticità" Mori: "Rispondo in aula"

Sotto esame il documento consegnato da Massimo Ciancimino (nella foto) alle toghe. Il pg Messineo: "E' una fotocopia, stiamo verificando". Il generale Mori, ex comandante del Ros e direttore del Sisde: "Se lo consegnarono a me? Risponderò martedì in tribunale"

Papello, il pg di Palermo: 
"Verifica  dell'autenticità" 
Mori: "Rispondo in aula"

Palermo - Papello e contro-papello. E dopo quasi vent'anni la storia dell'accordo tra mafia e Stato è ancora circondata da troppi misteri. Dopo il documento (la fotocopia dell'originale) consegnata da Massimo Ciancimino, il figlio di Vito, ai giudici parlemitani ieri è spuntato anche un altro Papello, quello scritto di proprio pugno da Ciancimino che "ammorbidiva" le richieste, considerate "esagerate", contenute nello scritto fatto avere all'ex sindaco di Palermo dai boss. 

La procura: "Verifichiamo l'autenticità" "Stiamo riflettendo e valutando la possibile autenticità di questo scritto, dato che al momento si tratta di una semplice fotocopia" spiega il procuratore capo di Palermo Francesco Messineo, rispondendo ai giornalisti in merito al Papello - o meglio alla sua presunta fotocopia - consegnato nei giorni scorsi da Massimo Ciancimino ai magistrati di Palermo e contenenti le richieste rivolte da Cosa nostra allo Stato nei primi anni Novanta. "Si tratta di un’indagine tutt’altro che completata - ha aggiunto Messineo, parlando a margine dell’inaugurazione di una caserma dei carabinieri a san Martino delle Scale - su un argomento importante, su cui l’opinione pubblica sollecita risposte a fatti che appaiono inquietanti".

"Aiuti? Era meglio 17 anni fa" Per il procuratore Messineo l’appello di Agnese Borsellino "è emotivamente coinvolgente, spero che sia efficace". Messineo sottolinea che «si tratta di fatti di 17 anni fa e dovrebbero essere sollecitate le memorie di tutti a fornire ogni elemento, anche quelli apparentemente insignificanti, che però potrebbero comporre un quadro. Qualsiasi collaborazione - riprende Messineo - è gradita e desiderabile. Alcuni elementi - sottolinea - sarebbe stato molto meglio che fossero stati forniti all’epoca dei fatti. Avrebbero aiutato le indagini che noi, comunque, espletiamo con il massimo impegno e ci auguriamo di arrivare a risultati completi".

Mori: "Risponderò in aula" Sui misteri del Papello "inizierò a rispondere martedì prossimo al processo in corso a Palermo". Così il generale Mario Mori, ex comandante del Ros ed ex direttore del vecchio Sisde, risponde sul misterioso Papello, il presunto patto che la mafia di Toto Riina (nel 1992) voleva fare con lo Stato e che, secondo Massimo Ciancimino (figlio di don Vito), sarebbe stato consegnato proprio all’allora colonnello dei Ros, Mario Mori. L’alto ufficiale non vuole fare anticipazioni su cosa dirà ai giudici di Palermo. Insomma, l’udienza del processo sulla mancata cattura del boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano (che vede Mori imputato di favoreggiamento), si preannuncia molto calda e con nuovi colpi di scena.

All’udienza sono stati convocati come testimoni, tra l’altro, Luciano Violante e l’altro figlio di Don Vito, Giovannio Cancimino. Mori annuncia "risponderò in aula". Il generale è già stato assolto nel processo sulla mancata perquisizione del covo di Totò Riina.

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