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Dl Rave, ghigliottina e poi il voto: alla Camera l'ok definitivo

Via libera di Montecitorio: il dl Rave è legge. Fallito il tentativo di M5S e Pd di affossare il provvedimento: utilizzata la "tagliola" contro gli interventi di massa

Dl Rave, ghigliottina e poi il voto: alla Camera l'ok definitivo

Via libera della Camera al dl Rave: il testo è stato approvato in via definitiva con 183 sì, 116 contrari e un astenuto. Ora è legge. All'accelerazione si è arrivati in seguito alla decisione di adottare la cosiddetta "ghigliottina": la scelta, assunta al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio, è servita per azzerare gli interventi previsti per evitare il rischio di non riuscire a convertire il decreto in legge.

Convinto il sostegno di Fratelli d'Italia, che difende a spada tratta il provvedimento dalle critiche degli avversari politici. Per Augusta Montaruli, deputata meloniana e sottosegretaria al ministero dell'Università, "finalmente l'Italia non sarà più la zona franca d'Europa, la pista da sballo per rave party che sono severamente vietati in tanti altri Stati".

La protesta del Pd

In tal modo si è messa la parola fine al tentativo di ostruzionismo delle opposizioni, i cui esponenti avevano deciso di iscriversi in massa in dichiarazione di voto per prolungare i tempi cercando di far saltare la norma. Il dl Rave è stato messo ai voti subito dopo la riunione, ottenendo il disco verde dell'emiciclo tra le lamentele e i borbottii da parte delle opposizioni. Invece la maggioranza si è lasciata andare a un lungo applauso.

Al voto finale i deputati del Partito democratico nell'Aula della Camera hanno tenuto una protesta contro il centrodestra: gli esponenti del Pd hanno mostrato dai propri banchi alcune copie della Costituzione per segnalare la contrarietà ai contenuti del dl Rave. Un modo, viene spiegato, "per sottolineare l'incostituzionalità di questo provvedimento".

La "ghigliottina" sugli interventi

La "ghigliottina" rappresenta un espediente regolamentare in base a cui la presidenza della Camera può decidere di procedere subito con la votazione di un decreto legge, ormai vicino alla scadenza, anche se l'esame ordinario non è esaurito. Il numero uno di Montecitorio, Lorenzo Fontana, ha spiegato che è stato deciso di attivare la tagliola dopo aver "constatato il numero di interventi e preso atto della impossibilità di un orario condiviso sulla conclusione dell'esame del decreto in scadenza oggi".

L'ostruzionismo delle opposizioni

Questa notte è andata in scena una vera e propria maratona di interventi sul testo: in queste ore gli animi si sono surriscaldati, tra insulti e gestacci che hanno reso infuocato il dibattito in Aula. La seduta, eccezion fatta per una pausa che si è tenuta questa mattina dalle 7 alle 8, è andata avanti in maniera ininterrotta dalle 19 di ieri.

Il Movimento 5 Stelle non demorde attraverso Vittoria Baldino: "Avete trasformato questo primo decreto in un incubo". Molto critica anche la posizione del Partito democratico. "Stiamo utilizzando tutti gli strumenti a disposizione delle opposizoni per dirvi che state sbagliando, che questo decreto è dannoso, è pericoloso", ha dichiarato la dem Debora Serracchiani. Invece Matteo Richetti del Terzo Polo si è schierato contro le mosse dell'opposizione: "Si è preferito un ostruzionismo ad oltranza...".

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