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Il patriarca della cucina mantovana arriva all'hotel Principe di Savoia

Tamani, già chef dell'"Ambasciata" di Quistello, porta i suoi mitici piatti al ristorante "Acanto"

Hotel Principe di Savoia - Milano
Hotel Principe di Savoia - Milano
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Milano, si sa, è abituata a tutto. Ma se entra in scena Romano Tamani, 82 anni e zero filtri, la città si ferma. Dal 14 al 17 aprile, l'hotel Principe di Savoia (Dorchester Collection) e il suo ristorante "Acanto" diventano un avamposto del patriarca della cucina mantovana. Non una settimana qualunque, ma la "Settimana mantovana" con lo chef leggendario dell'Ambasciata di Quistello, che scende in campo, con Fabrizio Cadei, executive chef, e lo chef Matteo Gabrielli.

Non si parla di menù fissi: qui si sceglie, si assaggia, si torna indietro nel tempo senza perdere il passo. Tamani, che con la sua arte culinaria ha girato il mondo dal Savoy di Londra a Le Cirque di New York prima di diventare mito porta i suoi piatti identitari. Come il luccio con la polenta: roba da palati forti, pesce di fiume che sa di fango buono e capperi, servito su quella polenta croccante che fa venire i brividi. E poi via: lumache in umido (sì, quelle vere, non le finte francesi), tortelloni di zucca burro e salvia che sembrano usciti da un quadro del Mantegna, il sorbì di agnoli una specie di brodo denso e saporito dal Lambrusco , risotto con salsiccia e aceto balsamico tradizionale di Modena, guancialino di maiale annegato nell'Amarone colato. E la faraona Tamani: suprema rinascimentale con arancia, melograno e uva, un'esplosione di dolcezza acidula accanto a un'altra specialità, la pernice al Calvados. Per chiudere, la sbrisolona quella croccante, burrosa, piena di mandorle e la sabbiosa alta, con zabaglione, un dolce che è quasi un insulto alla dieta. Questo è Tamani: storia, modernità, zero pose, l'autentica cucina dei Gonzaga che nel Rinascimento a Quistello venivano a caccia. Fabrizio Cadei, che lo segue come un discepolo, ha già testato tutto in una cena a quattro mani.

Risultato? Piatti che parlano di Quistello, non di "cucina mantovana generica". Se volete capire cos'è la Lombardia vera, senza influencer e senza filtri, prenotate. Altrimenti, restate pure a guardare le vostre stories...

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