Francesco Ascioti, segretario di Azione Milano. Dopo le scintille sul gemellaggio con Tel Aviv e non solo il sindaco riunisce capigruppo e segretari il 15 maggio, ha detto che serve "armonia per finire i progetti". La troverete?
"Intanto Sala riunisce questo tavolo sopperendo alla debolezza dei partiti politici e di chi ha la responsabilità di convocare la maggioranza, la coalizione da sé non è in grado nemmeno di autoconvocarsi".
Azione aveva chiesto una verifica. Non sono arrivati segnali dal segretario del Pd Milano Capelli?
"Nessun segnale e questa riunione non è convocata perchè Azione ha chiesto la verifica, è un'altra cosa. Andremo come sempre ad ascoltare e porteremo il nostro punto di vista. Noi l'abbiamo chiesta perchè i Verdi avevano detto non voteremo più atti di giunta. Siccome il tema di trascina da mesi vogliamo capire il perimetro della coalizione".
La distanza con i Verdi è sempre più marcata.
"La situazione è molto diversa rispetto al 2021, oggi a livello nazionale esistono di fatto due coalizioni, una progressista e una liberal democratica e riformista. La questione è se e come a Milano potranno incontrarsi. La prossima volta servirà una cabina di regia dei partiti politici che affianchi il Pd e che ci si intenda su un programma preciso di 4-5 cose da fare e poi ognuno porterà avanti le proprie tesi, anche sulla politica internazionale. Se si riproporrà questo assetto dovremo fissare regole, un modo di lavorare che oggi non c'è".
Su quali temi chiederete una svolta?
"Se questa sarà la composizione, nel 2027 dovrà esserci un assessorato alla Sicurezza".
Tornando al tavolo, cosa si aspetta?
"Intanto ascolteremo da Sala quali sono i suoi indirizzi di fine mandato, ci sono altri 12 pienissimi mesi, poi speriamo che questo aiuti a parlarsi e costruire le basi per il futuro".
Ha detto molti se. Forza Italia continua a lanciare l'amo su un nome civico...
"Io ho proposto una coalizione di volenterosi per Milano: Fi, Pd, civici, riformisti, liberali uniti come nel Parlamento Ue. Se i due schieramenti tradizionali faranno scelte estremizzanti, Azione presenterà una candidatura autorevole e riformista".
Se il dialogo parte con gli attuali compagni di viaggio, è quasi scontato l'allargamento ai 5 Stelle a Milano.
"Se si parte dal tavolo esistente, M5S non c'è e allargare il perimetro è già tema di discussione. Si fa un dibattito sbagliato, non si parte dalle primarie ma dal programma. Io penso come la sindaca di Genova Salis che siano divisive ma sono un'eventualità, dopo che esiste una coalizione, un programma".
Dopo il caos sul 25 Aprile ha chiesto le dimissioni del presidente Anpi Milano Primo Minelli. Ha cambiato idea?
"Non le chiedo da presidente Anpi ma chiedo che non sia più automatico che il presidente Anpi in quanto tale presieda e trascini nel solco del suo pensiero politico un organismo che si chiama Comitato antifascista, che assolve una funzione
pubblica e organizzativa del corteo e deve dare spazio a tutti quelli che fanno parte della storia della Resistenza. Ho proposto che il comitato venga strutturato con un presidente, un direttivo, regole e budget trasparenti".