Pedofilia, la decisione della Corte Suprema Usa: "Nessuno ostacolo ai processi contro i preti"

Nell’ultimo giorno in sessione la Corte decide di non esprimersi sul ricorso del Vaticano in un caso dell’Oregon. Così la Santa Sede può essere considerata civilmente responsabile delle azioni dei preti a processo

Pedofilia, la decisione della Corte Suprema Usa: 
"Nessuno ostacolo ai processi contro i preti"

Washington - Nell’ultimo giorno in sessione, la Corte Suprema ha deciso di non esprimersi sul ricorso del Vaticano nel caso dell’Oregon "Anonimo contro Santa Sede". Così facendo, è stato tolto l’ultimo ostacolo al processo civile del Vaticano per un caso di pedofilia dell’Oregon. Secondo le prime interpretazioni, i giudici hanno riconosciuto che il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile delle azioni dei preti pedofili. I giudici non hanno accompagnato il "no" all’esame del caso con una motivazione.

La decisione della Corte Suprema La Corte Suprema degli Stati Uniti ha esteso oggi il diritto al possesso di armi ad ogni stato e città della nazione, con una sentenza contro il divieto alle armi da fuoco in vigore da 28 anni a Chicago. Per 5 voti contro 4, divisi tra le file dei conservatori e dei liberali, la Corte suprema americana ha esteso per la prima volta a tutte le città e a tutti gli stati la sua famosa sentenza del 2008, che stabiliva che ogni americano ha il diritto costituzionale di possedere armi. Il diritto al possesso di armi, sancito dal Secondo Emendamento della costituzione Usa, è stato finora applicato solo in alcune normative federali e in alcuni territori, come Washington D.C., dove la corte ha abolito nel 2008 un precedente divieto di possesso di armi da fuoco. La questione è uno dei temi che più divide l’America. Si stima che negli Stati Uniti circa 90 milioni di persone siano in possesso di 200 milioni di armi, dando al paese la percentuale di detentori di armi più alta al mondo. Secondo le statistiche governative, in tutto il paese muoiono ogni giorno 80 persone, 34 delle quali per omicidio. La sentenza segna la vittoria di quattro abitanti della zona di Chicago, di due gruppi per i diritti alle armi, e della potente e influente National Rifle Association. Si tratta invece di una sconfitta per Chicago, che difendeva la sua normativa come un legittimo esercizio del potere locale per proteggere la sicurezza pubblica. La normativa in questione e un simile divieto alle armi da fuoco deciso a Oak Park, nell’Illinois, erano le più restrittive misure contro le armi vigenti in tutta la nazione. "Riteniamo che il diritto legato al Secondo Emendamento sia da applicare pienamente agli stati", ha detto il giudice Samuel Alito, commentando la sentenza di 45 pagine.

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