Pennetta debutta alle sfilate uno smash contro l’anoressia

«A New York hanno sfilato ragazze gravemente malate e anoressiche. Milano non può accettare di vedere modelle in queste condizioni». Alla vigilia della settimana della moda, l'assessore alla Salute Gianpaolo Landi di Chiavenna era stato chiaro. E tanto deciso da riunire un tavolo con Camera Moda, nutrizionisti e associazione delle modelle per discutere del problema. Risultato? Un nuovo codice di Milano per le sfilate «sane» con regole come: proporre solo modelle over 16, lanciare tipologie di bellezza «varie» e promuovere la prevenzione.
Ieri le sfilate sono iniziate e sulle passerelle si è visto un po' di tutto (come auspicato dal «codice» che vorrebbe in passerella varie taglie, e non solo la solita 38). Ad aprire la settimana, le forme morbide di Elena Mirò. Che ha fatto sfilare Lizzie Miller, la 20enne taglia 46 diventata famosa dopo un servizio su Glamour Usa: «Le teenagers? Devono sentirsi bene nel proprio corpo e nelle proprie curve, perché anche con quelle sono sexy». Poi, durante la giornata, è stato un alternarsi di fisici armoniosi come quello di Bianca Balti (per Miss Bikini) e corpi troppo magri - come quello di un'indossatrice che ha sfilato per l'Incubatore e che Camera della Moda eliminerà dalle prossime sfilate - e persino la cellulite (su corpi secchi ma non proprio tonici) è spuntata da sotto i bikini.
Da Pin Up Stars le modelle in costume avevano le curve al posto giusto. «Io sono per il magro sano, una sana dieta e tanto sport» ha detto la campionessa di tennis Flavia Pennetta, che per la prima volta ha calcato le passerelle. «Dico no a un modello di magrezza esasperata, perché le ragazzine poi si ispirano a te». Dalla sua parte, anche Serena Autieri, madrina dei debuttanti dell'Incubatore della Moda: «La troppa magrezza non è sinonimo di bellezza». E Manuela Arcuri, icona della bella-in forma, ieri sulla passerella di Soprani: «Agli uomini non piace la magrezza eccessiva, questo sia uno stimolo per le ragazzine».
Certo, poi gli stilisti hanno un'altra idea: loro per esigenze di «copione» le modelle le vogliono filiformi, perché gli abiti cadono meglio su chi non ha troppe curve. Alessandro Turci, stilista di Soprani, non ha voglia di scherzare: «L'anoressia è un problema psichico serio, e non ha niente a vedere con la magrezza per costituzione delle top. Si combatte facendo prevenzione, informando i genitori: il disagio nasce dalla famiglia, non dalle passerelle» e assicura che le sue sono tutte taglia 42. La pensa come lui Ennio Capasa, stilista di Costume National: «L'anoressia è una patologia, è superficiale pensare che una modella magra influenzi le ragazze». E Lorenzo Riva, che ieri ha fatto sfilare otto top sottilissime: «L'indossatrice deve essere filiforme. Il cattivo esempio lo danno le veline, non le modelle». Perfino Valeria Marina, portavoce vivente della donna femminile, sulla sua passerella ieri ha fatto sfilare modelle non tanto in carne.