Se ci fosse qualcuno in Europa, non dico come Milei, ma almeno come Margaret Thatcher, oggi direbbe ai propri cittadini cosa sta succedendo dalle nostre parti e cosa invece vede negli Stati Uniti. Non in Cina o India dove le regole sono diverse e la demografia, rispetto a noi, sta esplodendo. I conti di fine anno e le prospettive finanziarie del prossimo sono chiarissime. E ci condannano inesorabilmente. Vedete, non si tratta di una questioncina contingente. Ma di una prospettiva di lungo periodo, ed è possibile sintetizzarla con due numeri. Semplici.
Quest'anno i paesi dell'Eurozona stamperanno titoli del debito pubblico come non mai: 1.400 miliardi di euro. È la somma di Bot, Btp e titoli simili emessi dai Tesori di Italia, Francia e Germania. Principalmente. Uno può dire: bene. Stiamo costruendo il nostro futuro. Anche se a debito. Qualche dubbio è lecito. Secondo la banca mondiale, l'Europa, un po' allargata, spende da sola la metà di quanto faccia tutto il mondo in assistenza. Insomma ad essere generosi e ad avere la presunzione keynesiana che la spesa pubblica aiuti, potremmo dire che con questo debito per una parte paghiamo l'assistenza sociale e per il resto l'economia. Qualcuno di voi crede veramente che con questa spesa pubblica si stia creando un futuro economico all'Europa? Passeremo la nottata. E cioè, a debito, cercheremo di rendere ancora per qualche anno la vita dei cittadini europei in linea con gli standard, alti, del passato.
Dall'altra parte dell'Oceano, la prospettiva, nonostante il cattivissimo Trump, è un po' diversa. Hanno un debito alto anche loro. Per carità. Ed emetteranno titoli di debito pubblico in misura superiore ai nostri: 1.700 miliardi è una stima attendibile. Ma da quelle parti il risparmio dei contribuenti non va a finire tutto in questo canale. Nel 2026, solo tre società tecnologiche, Openai, Anthropic e Spacex si presenteranno al mercato dei capitali, con quotazioni stellari. Si calcola che combinate avranno una capitalizzazione di Borsa che sfiora i 3mila miliardi: la somma delle emissioni di Btp di tutta Europa e America.
Ricapitoliamo. Gli stati europei chiedono ai loro cittadini di essere finanziati con 1.400 miliardi per fare spesa pubblica. Sostengono che sarà produttiva: abbiamo ragionevoli dubbi. Gli americani al contrario investiranno i loro risparmi in tre società della tecnologia, che già oggi governano il mondo dell'Intelligenza artificiale e delle comunicazioni satellitari.
Le cose non sono, ovviamente così semplici, a partire dal fatto che il risparmio è globale. Ma il principio resta: preferite dare cento euro allo stato italiano o tedesco, o a un'impresa che ha già 9mila satelliti in giro per il globo? Temo che dalle nostri parti rispondano: allo Stato. E allora mettiamola così. Secondo voi, cento euro è più facile che generino posti di lavoro veri e produttivi se gestito dalla burocrazia pubblica o se investito da un'impresa tecnologica americana? Se anche a questo rispondete che preferite che il vostro risparmio lo gestisca la politica di Parigi o Berlino, beh allora ci arrendiamo.
Ps.
Ieri la catena commerciale del lusso, Saks, quella di Saks Fifth avenue, ha fatto il primo passo per il fallimento: non ha pagato gli interessi su una sua obbligazione. Vicina alla bancarotta. Era un'asciutta notizia del Wsj. Da quelle parti se una società muore, ce ne sono cento che nascono.