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"Perestrojka e pancake". Gattano ride coi contrasti

Il comico domani al Manzoni: "Sono di sinistra ma ultimamente mi scattano tic di destra"

"Perestrojka e pancake". Gattano ride coi contrasti
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"Della cosiddetta ristrutturazione voluta dal segretario del Pc sovietico Mikhail Gorbaciov negli anni '80 non mi interessa nulla". Mette subito le cose in chiaro Daniele Gattano, ficcante comico trentenne che - per ragioni di anagrafe - di Usa e Urss e di Guerra Fredda e dintorni sa quel che ha letto nei libri di storia, punto e basta. Ma il suo show, ebbene sì, si intitola "Perestrojka e Pancake" e, ammette Gattano, "un po' questo titolo mi ha fregato". Il senso era uno solo: "Volevo parlare di contrasti e contraddizioni, quelle che vivono in tutti noi. E queste due parole, una russa e una americana, mi sembravano due perfette facce di una medaglia".

Daniele Gattano da Verbania, una carriera da stand up comedian tra Milano, Genova e Roma (soprattutto Roma, la capitale della stand up comedy) ha cercato, per questo suo show da due anni on the road - atteso sul palco del Teatro Manzoni domani, 31 marzo -, un antidoto all'autoreferenzialità della comicità stand up: "È vero che questo tipo di comicità è autoreferenziale, piena di io io e ancora io. E un po' lo si dice anche della giovane letteratura, concentrata molto sulla prima persona. Così, con Perestrojka e Pancake mi sono detto: andiamo a origliare storie in giro. Partì tutto da una ragazza al bar, a Roma: si lamentava della stand up comedy, che aveva stufato, a suo dire, perché era tutto un parlarsi addosso. Da qui l'idea di sbirciare situazioni e origliare dialoghi per strada, sui mezzi, ovunque: ho riempito le note sul cellulare di storie, poi mi son messo a scrivere".

Ne è nato un racconto che passa da Meryl Streep ("una che non molla e c'è sempre") agli oroscopi, alla concorrenza tra religioni: "Non sono credente - spiega Gattano - ma la mia prima infatuazione platonica di giovane ragazzo gay è stata per Gesù, che il cristianesimo rappresenta sempre in ottima forma fisica mentre quel povero Budda si becca il body shaming: sembra Lino Banfi. Per di più lo piazzano come statua nei centri massaggi, mentre Gesù ha un posto d'onore nelle chiese".

Un pizzico di autobiografia, comunque c'è sempre: "Ci tengo a spiegare che il mio intento iniziale nella vita era fare i soldi, abbastanza perlomeno da comprarmi una casa: poi però mi infatuo per il teatro, studio allo Stabile di Genova, poi alla Alessandra Galante Garrone di Bologna, poi dalla prosa passo alla comicità, insomma una parabola perfetta per non fare soldi".

Un altro esame di coscienza è sulla politica: "Sono chiaramente di sinistra ma ultimamente mi scattano tic di destra sorride Daniele Gattano Vorrei una legge che tenga fuori dal cinema chi entra in sala in ritardo, vado a cena al cinese ma mi scatta la voglia di usare le forchette perché sono più funzionali e sovraniste. Sono crisi di coscienza vere".

La tv per Gattano si affianca al teatro: "Sono stato diverse volte al programma Comedy Central su Sky, e un paio di volte mi hanno ospitato Le Iene.

In teatro hai la tua dimensione e i tuoi tempi, la tv ti chiede di adattarti, è ovvio. Basta che non ci sia censura per me va bene. Se guardo avanti mio piacerebbe fare due cose: condurre in radio e magari fare cinema con un ruolo non necessariamente comico".

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