È stato un racconto carico di emozione, rabbia e sofferenza quello portato da Al Bano nel salotto televisivo di Domenica In, il contenitore domenicale condotto da Mara Venier, dove ha scelto di parlare senza filtri, lasciando emergere tutta la sua fragilità sull’evento più tragico della sua vita. Con la voce spezzata si è rivolto direttamente all’ex moglie Romina Power: "Romina, non ammazzarmi, non lo merito", una frase che racchiude tutto il dolore e le tensioni accumulate negli anni. Le recenti dichiarazioni della cantante, rilasciate durante l’intervista a Belve, avevano infatti riaperto ferite mai rimarginate. Il cantante, visibilmente provato, ha risposto con parole dirette e cariche di sofferenza, rivendicando con forza il proprio ruolo di uomo e di padre.
Il dolore mai superato per la scomparsa di Ylenia
Al centro del racconto resta la tragedia che ha segnato per sempre la vita della coppia, la scomparsa della figlia Ylenia Carrisi, avvenuta il 6 gennaio 1994 a New Orleans, quando aveva appena 23 anni. Un evento che ha spezzato gli equilibri familiari e lasciato ferite ancora aperte. Durante l’intervista, Al Bano ha sottolineato come quel dolore non sia mai stato superato, ma affrontato in modo diverso dai due genitori. "Io ho accettato la verità. Non passerà mai il dolore, ma non mi creo illusioni. Ylenia vive solo nei nostri cuori", ha spiegato, contrapponendo la sua posizione a quella di Romina, che invece continua a credere che la figlia sia ancora viva.
Le ricerche a New Orleans
Il cantante ha poi ripercorso i giorni drammatici trascorsi negli Stati Uniti dopo la scomparsa della figlia. Ha raccontato di aver passato settimane a cercarla senza sosta, anche nei quartieri più pericolosi della città. "Ogni notte ero in giro tra zone difficili, tra criminalità e degrado. Ho visto situazioni estreme pur di trovare nostra figlia", haraccontato. Un impegno che, secondo lui, smentirebbe le accuse di assenza rivoltegli. Con evidente amarezza si è rivolto direttamente all’ex moglie: "Non è vero che non c’ero. Io sono stato un pilastro per la nostra famiglia. Non lo merito quello che hai detto". Parole dure, che riflettono una frattura mai davvero ricomposta.
La fine di un amore lungo 25 anni
Dopo la tragedia, anche il rapporto sentimentale e artistico tra Al Bano e Romina Power si è progressivamente incrinato. Il cantante ha ricordato uno degli ultimi momenti condivisi sul palco, nel 1994, come simbolo di una separazione ormai inevitabile. "Lei aveva deciso di voltare pagina, io invece sentivo il bisogno di andare avanti, di reagire. Anche nelle tragedie bisogna trovare la forza di continuare", ha raccontato. Nonostante tutto, Carrisi non ha negato l’importanza del passato vissuto insieme, un’unione durata 25 anni, fatta di successi, amore e una famiglia costruita nel tempo. Ma la perdita della figlia ha segnato un punto di non ritorno.
La difesa del ruolo di padre
Tra i passaggi più intensi dell’intervista, anche la replica ad alcune vecchie accuse mosse da Romina Power nel corso degli anni, comprese quelle legate alla vita privata. "Perché vuoi punirmi? Io so quello che ho dato alla nostra famiglia", ha affermato, ribadendo con forza di essere sempre stato presente per i figli. Ha inoltre sottolineato come anche loro abbiano preso le sue difese in diverse occasioni. Il cantante ha respinto con decisione ogni insinuazione, ribadendo il proprio impegno come padre e come uomo, profondamente legato ai valori familiari.
Il loro sodalizio artistico
Non è poi mancato un passaggio sul loro sodalizio artistico, in particolare sul celebre brano Felicità, definito in passato "banale" da Romina. Al Bano ha replicato con fermezza: "Come si può negare quello che abbiamo costruito insieme? Dopo oltre 40 anni, è ancora un successo mondiale". Un modo per rivendicare non solo il valore artistico della loro collaborazione, ma anche il significato di un percorso condiviso che ha segnato la musica italiana.
Un dolore ancora vivo
Nel finale, l’emozione ha preso il sopravvento. Al Bano non è riuscito a trattenere le lacrime, chiudendo il suo intervento con parole che raccontano tutta la fragilità di una ferita mai rimarginata.
"Pensala come vuoi, ma lascia in pace Ylenia. Lei vive nei nostri cuori e lì resterà per sempre". Un appello carico di dolore, che mostra quanto, a distanza di oltre trent’anni, quella perdita continui a pesare nella vita di entrambi.