Dopo le notizie circolate ieri, Adriano Celentano ha deciso di passare alle vie legali per la vicenda del presunto figlio. Il cantante ha infatti annunciato di aver affidato la propria difesa all’avvocato Giulia Bongiorno, con l’obiettivo di tutelarsi da quelle che definisce ulteriori speculazioni. A renderlo noto è stato lo stesso “Molleggiato” con un messaggio pubblicato sul suo profilo Instagram, dove ha commentato direttamente le dichiarazioni dell’uomo che sostiene di essere suo figlio. "Prima la presunta madre, ora il presunto figlio", scrive Celentano. "Circa mezzo secolo fa è stato sollevato un polverone da una signora che sosteneva che io fossi padre di suo figlio. La tanto sbandierata azione giudiziaria contro di me è finita nel nulla. Oggi un cinquantacinquenne riesce a ottenere le luci della ribalta ripescando la stessa vicenda e dichiarandosi pubblicamente mio presunto figlio. A questo punto credo doveroso affidare un mandato all’avvocato Giulia Bongiorno perché mi tuteli da ogni ulteriore speculazione".
Il caso riaperto da Antonio Maria Segatori
A riportare la vicenda al centro dell’attenzione è Antonio Maria Segatori, 55 anni, romano, che in un’intervista al settimanale Oggi ha raccontato la propria storia sostenendo di essere il figlio biologico del cantante. "Nella mia vita ho avuto due cognomi, Biscardi come mia madre e Segatori come suo marito. A 55 anni sono pronto al terzo. Voglio essere riconosciuto dal mio vero padre e chiamarmi finalmente Celentano", aveva dichiarato. Il racconto arriva a pochi giorni da un’altra vicenda legata a una figura storica dello spettacolo italiano, quella del figlio adottivo di Raffaella Carrà, e ha immediatamente attirato l’attenzione dei media.
La versione della madre
Secondo la ricostruzione riportata dal settimanale, la storia risalirebbe alla fine degli anni Sessanta. La madre di Segatori, Maria Luigia Biscardi, era entrata nel Clan Celentano nel 1967 quando era ancora minorenne, dopo essersi presentata al Cantagiro con il nome d’arte Brenda Bis. La donna racconta che tra lei e il cantante sarebbe nata una relazione proprio in quel periodo. "Adriano ha cominciato a corteggiarmi", sostiene, ricordando che all’epoca lui era il suo idolo. "Era il mio idolo e ho ricambiato le sue attenzioni". Secondo il suo racconto, i due si sarebbero incontrati spesso negli studi di registrazione. "Ci incontravamo in sala registrazione, quando tutti se ne andavano". La gravidanza sarebbe arrivata alla fine del 1969, quando la giovane non aveva ancora compiuto 18 anni. Ma quando la notizia fu comunicata al cantante, la situazione sarebbe cambiata rapidamente. "Quando gli dissi che aspettavo un figlio lui cominciò a ignorarmi, il mio contratto col Clan venne chiuso con due anni d’anticipo e mi ritrovai a piedi, estromessa, fuori dal giro su cui avevo puntato tutte le mie carte".
Il precedente giudiziario negli anni Settanta
La vicenda, in realtà, era già arrivata in tribunale molti anni fa. Nel 1975 la madre avrebbe presentato al tribunale di Roma un ricorso per il riconoscimento della paternità. Il procedimento però si concluse senza esito perché la donna non si presentò in aula e il caso venne archiviato. In quell’occasione Celentano respinse pubblicamente le accuse, definendo Maria Luigia Biscardi "una pazza".
La nuova causa civile
Oggi la questione torna davanti alla giustizia. Segatori, assistito dagli avvocati Manuela Maccaroni e Pierpaolo Salinetti, ha infatti depositato al tribunale civile di Milano un ricorso per la dichiarazione giudiziale di paternità. Nel suo racconto sostiene che all’epoca della prima vicenda il nonno, che era avvocato, si sarebbe occupato della questione e potrebbe aver raggiunto un accordo con i legali del cantante. Ma, spiega, quell’eventuale intesa non avrebbe alcun valore per lui. "In ogni caso ciò che ha firmato mio nonno non mi riguarda. La mia richiesta di paternità è imprescrittibile", afferma. Sarà ora il giudice a valutare gli eventuali accertamenti, tra cui anche un possibile test del Dna.
"Non lo faccio per soldi"
Segatori insiste sul fatto che la sua iniziativa non abbia motivazioni economiche ma nasca dal desiderio di conoscere la verità sulle proprie origini. "Non lo faccio per soldi", spiega. "Voglio solo sapere chi è mio padre. Ne ho il diritto". L’uomo racconta anche di aver scelto di parlare pubblicamente della vicenda solo ora, dopo la morte del padre adottivo, per non provocargli sofferenza.
La replica ironica di Celentano
Prima dell’annuncio dell’azione legale, Celentano aveva già commentato la vicenda sui social con il suo consueto tono ironico. In un post aveva scritto: "Caro Antonio, mi spiace contraddirti...
purtroppo io non sono tuo padre... La verità è che io sono tuo nonno!!!".Una battuta che aveva rapidamente fatto il giro del web, mentre ora il cantante ha deciso di cambiare “tono” e affrontare la questione anche sul piano giudiziario.