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Addio a George Zimbel, fotografò Marilyn Monroe con l'abito bianco

È scomparso all'età di 93 anni il celebre fotografo George Zimbel. Sua l'iconica foto di Marilyn Monroe con l'abito bianco, alzato dal vento della metropolitana

Addio a George Zimbel, fotografò Marilyn Monroe con l'abito bianco

È morto a Montreal all'età di 93 anni il celebre fotografo George Zimbel. Nato in America, diventò famoso per l'iconico scatto di Marilyn Monroe con l'abito bianco, sollevato dal vento della metropolitana, realizzato nel 1954 durante le riprese del film Quando la moglie è in vacanza. Una vita intera dedicata alla fotografia e soprattutto ai ritratti di grandi personaggi. Quell'immagine, così sensuale che era riuscito a catturare femando per sempre la bellezza della Monroe, non gli regalò però subito la fama. L'interesse arrivò solo più tardi, nel 1976, quando vista la grande richiesta, cominciò a produrne migliaia di stampe in tutto il mondo.

Era nato nel Massachusetts da una famiglia di immigrati ebrei, ma si era presto stabilito a New York per intraprendere la professione di fotografo. Aveva poi lasciato gli Stati Uniti negli anni '70 per il Canada, come forma di protesta per la guerra del Vietnam, dopo aver lavorato per alcuni dei più prestigiosi quotidiani americani come il New York Post. Si stabilì poi sull'Isola del Principe Edoardo (una delle province marittime orientali del Canada, al largo del Nuovo Brunswick e della Nuova Scozia, nel Golfo di San Lorenzo, ndr) per poi trasferirsi definitivamente nel 1980 a Montreal. Anche se esistono alcune sue foto a colori, Zimbel amava il bianco e nero: "Ho fatto fotografie a colori, ma per me è meglio il bianco e nero. Non capisco oggi la passione che la gente ha per l'iperrealismo dei dispositivi digitali. Va bene, a condizione che sia quello che vuoi davvero fare! Ma non è per me", raccontò.

Tanti i personaggi che ha regalato all'eternità grazie al suo obiettivo, e tutti incorniciati nel suo piccolo studio di Saint-Joseph Boulevard, a Montreal, dove ha continuato a lavorare fino a poco prima della scomparsa. Amava spostarsi in bicicletta e raggiungere così il suo posto di lavoro, dove era circondato dalle immagini di Marilyn Monroe, di John F. Kennedy, di Jacqueline Kennedy, di Harry Truman, della regina Elisabetta II o Pierre Elliott Trudeau. Volti noti a tutti, ma anche centinaia di ritratti di persone comuni, a cui riusciva a regalare lo stesso fascino, e la stessa aura di celebrità. "Amava parlare con le persone, incontrare persone. Ha parlato e fotografato sempre tutti" ha raccontato suo figlio Andrew.

Una persona tranquilla, che sapeva riconoscere la bellezza di un essere umano e imprimerla nella pellicola. Di sé aveva detto durante un'intervista: “Sono un fotografo che appartiene all'era 'moderna'. Mi interessa prima di tutto la vita delle persone. Oggi molti fotografi sono più “contemporanei”: preferiscono fotografare una sedia, un oggetto o anche niente. Non capisco davvero questo approccio, anche se lo rispetto. Ma io amo l'umanità".

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