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Gino Paoli, qual è la vera storia del brano “La gatta”

Qual è stata la storia e la parabola di Ciacola: da Boccadasse a Roma, ecco quando ha salvato la vita al cantautore nato a Monfalcone

Gino Paoli, qual è la vera storia del brano “La gatta”
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La discografia di Gino Paoli è ampia e variegata ma in molti, forse, non sanno come è nato uno dei suoi successi più famosi e cantati tutt’ora, “La Gatta”, brano musicale pubblicato nel 1960 nel 45 giri “La gatta/Io vivo nella luna”.

Chi era “Ciacola”

“C’era una volta una gatta che aveva una macchina nera, sul muso”: chi non conosce questa introduzione che nel brano diventa anche ritornello. Il cantautore di Monfalcone ma che ha praticamente sempre vissuto a Genova aveva una gatta, di nome Ciacola: una siamese che viveva con lui nella casa a Boccadasse. Il nome deriva dal veneto, ossia “chiacchiera”, tanto amata anche dalla sua prima moglie.

Una canzone autobiografica

Nel brano si parla di una “vecchia soffitta vicino al mare”, proprio com’era la casa di Paoli sulla riviera ligure proprio sulla spiaggia. Non solo, ma anche quando il celebre cantautore era solito comporre dei brani, la gatta stava vicino a lui e ne godeva della compagnia. Non a caso sono nati i versi: “se la chitarra suonavo, la gatta faceva le fusa”. Alla fine, poi, Ciacola era solita tornare nella sua soffitta.

Quando lo salvò da una fuga di gas

L’enorme sensibilità del felino ha salvato Gino Paoli da una fuga di gas come lo stesso cantautore ha ricordato più volte nel corso della sua vita: si trovano nella casa di Boccadasse, lui dipingeva quando il miagolìo continuo lo ha insospettato fino a rendersi conto di quanto stava accadendo e lasciare l’abitazione prima che fosse troppo tardi.

Oltre alla “macchia nera sul muso”, Paoli aveva raccontato che la gatta aveva anche una macchia, questa volta bianca, sulla pancia.

La morte della gatta

Dovendosi trasferire in una casa più grande a Roma, è stato lì che Ciacola è morta a causa di una malattia anche

se si pensa che quel trasferimento nella nuova abitazione possa averla fatta morire di nostalgia dopo gli anni, felici, passati con il suo padrone a Boccadasse. “Ora non abito più là, tutto è cambiato, non abito più là”.

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