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Lutto nel mondo del cinema: è morta Mary Beth Hurt, attrice de L’età dell’innocenza

Scomparsa a causa dell’Alzheimer, l’attrice statunitense è stata candidata ai Tony Award. Divisa tra teatro, cinema e televisione, ha lasciato il segno con interpretazioni intense distinguendosi per uno stile sobrio e scelte artistiche sempre attente

Lutto nel mondo del cinema: è morta Mary Beth Hurt, attrice de L’età dell’innocenza
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Il mondo del cinema piange la scomparsa di Mary Beth Hurt, attrice statunitense tra le più eleganti e intense della sua generazione, morta all’età di 79 anni a Jersey City a causa delle complicazioni legate al morbo di Alzheimer. A confermare la notizia sono stati il marito, il regista Paul Schrader, e la figlia Molly, con un messaggio condiviso sui social in cui viene ricordata come una donna capace di unire sensibilità, forza e dedizione in ogni ruolo della sua vita.

Le origini e il successo a teatro

Nata come Mary Beth Supinger il 26 settembre 1946 a Marshalltown, nello Iowa, Hurt si è formata artisticamente tra l’Università dell’Iowa e la New York University. Il suo debutto teatrale risale al 1974, segnando l’inizio di un percorso brillante sui palcoscenici di Broadway. Grazie alla sua presenza scenica e alla profondità interpretativa, ottenne tre candidature ai Tony Award per spettacoli come Crimini del cuore, Trelawny of the Wells e Benefactors. Per Crimini del cuore arrivò anche un importante riconoscimento off-Broadway, confermando il suo talento già nelle prime fasi della carriera.

Il passaggio al cinema

L’ingresso nel cinema avvenne nel 1978 con Interiors, diretta da Woody Allen. Da quel momento, Hurt costruì una filmografia solida e selettiva, scegliendo ruoli complessi e mai scontati. Tra le interpretazioni più note spicca Il mondo secondo Garp, dove recitò accanto a Robin Williams, dimostrando grande intensità emotiva.Nel corso degli anni ha lavorato con alcuni dei più grandi autori del cinema americano, tra cui Martin Scorsese, che la volle in L’età dell’innocenza, e ha preso parte anche a titoli come Sei gradi di separazione e Chilly Scenes of Winter. La sua carriera è stata guidata da un forte senso critico nella scelta dei ruoli: “Il cinquanta per cento dei ruoli che mi vengono offerti non ha alcun valore“, aveva dichiarato in un’intervista al New York Times nel 1989, privilegiando progetti autentici e stimolanti, evitando compromessi artistici.

Una carriera tra cinema, televisione e collaborazioni familiari

Oltre al grande schermo, Hurt ha lavorato anche in televisione, partecipando a serie popolari come Law & Order e Thirtysomething. Importante anche il sodalizio artistico con il marito Paul Schrader, con cui ha collaborato in film come Affliction e Light Sleeper. Nel corso della sua lunga carriera ha saputo muoversi con naturalezza tra teatro, cinema e televisione, mantenendo sempre uno stile sobrio ma incisivo.

L’eredità artistica

Nel messaggio diffuso dai familiari emerge il ritratto di una donna completa, attrice,

madre, moglie e amica, capace di affrontare ogni aspetto della vita con dignità e determinazione. Lascia un’eredità artistica fatta di interpretazioni profonde, scelte coraggiose e una coerenza rara nel mondo dello spettacolo.

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