“Un mieloma”. Il coraggio della Regina di fronte alla morte

Dal certificato di morte risulta che il decesso della regina Elisabetta è stato causato dall'età avanzata, ma una nuova biografia mette un dubbio la versione ufficiale

“Un mieloma”. Il coraggio della Regina di fronte alla morte

Le rivelazioni sulla presunta malattia della regina Elisabetta, contenute nel libro “Elizabeth. An Intimate Portrait” di Gyles Bradreth, hanno creato scalpore a livello mondiale, benché lo stesso autore riconosca di non poter portare prove a sostegno della sua teoria. Il Palazzo reale non ha confermato, né smentito la notizia. Ma una cosa è certa: Sua Maestà, perfino in punto di morte, è stata un esempio per tutti, un’icona di infaticabile dedizione al dovere.

Le ultime ore di una Regina

Nella mattinata dell'8 settembre arrivò la notizia secondo cui i medici erano “molto preoccupati” per la salute di Sua Maestà e la royal family stava accorrendo al suo capezzale. La Bbc interruppe la quotidiana programmazione televisiva per mandare in onda i bollettini medici e il conduttore Huw Edwards si presentò davanti a milioni di inglesi vestito a lutto. L’annuncio ufficiale della morte della regina Elisabetta venne comunicato alle 18:30 (ora inglese). Solo due giorni prima, il 6 settembre 2022, Elisabetta II aveva nominato Liz Truss primo ministro britannico e in quell’occasione era stata fotografata per l’ultima volta. Ai più attenti non erano sfuggite le sue mani livide, forse dovute a trattamenti medici, oppure a una “malattia vascolare periferica”. Il 7 settembre 2022 Sua Maestà aveva dovuto annullare il Privy Council e l’8 settembre si diffuse anche l’indiscrezione secondo cui una caduta accidentale a Balmoral avrebbe compromesso definitivamente la sua salute. L’eco di questo particolare si spense presto, poiché nessuno confermò l’incidente.

Morte per “vecchiaia”

Il certificato di morte della Regina attesta che il decesso ebbe una sola causa: la “vecchiaia”, specificando che Sua Maestà esalò l’ultimo respiro alle 15:10 dell’8 settembre 2022. Tuttavia il documento venne reso pubblico dal National Records of Scotland solo il 29 settembre 2022. I media, stanchi di attendere, avrebbero cercato inutilmente di ottenere il permesso di visionare in anticipo il certificato. In quel frangente l’esperta Angela Levin, dando voce ai sospetti di molti, tuonò: “Chi è il responsabile che blocca la diffusione delle informazioni?...Provo a stare alla larga da teorie cospirazioniste, ma è difficile…”. Alla fine, però, il documento venne pubblicato. Forse il tanto chiacchierato ritardo era dovuto solo a una forma di rispetto per il periodo di lutto. Stampa e opinione pubblica vennero rassicurati. Ma durò poco.

Una malattia fatale

Il prossimo 8 dicembre verrà data alle stampe una nuova biografia dedicata alla sovrana: “Elizabeth. An Intimate Portrait” e destinata a far discutere. L’autore, Gyles Brandreth, scrive: “Avevo sentito che la Regina aveva una forma di mieloma, un cancro del midollo osseo, che spiegherebbe la stanchezza, la perdita di peso e quei ‘problemi di mobilità’ di cui si è parlato spesso durante l’ultimo anno della sua vita. Si è prodigata così tanto [per il suo lavoro] che lo scorso autunno ha sofferto di una improvvisa mancanza di energia e i medici le hanno consigliato di riposare”. Gyles ha aggiunto: “La regina è sempre stata discreta e non ha mai detto più di quanto assolutamente necessario…Sapeva che il suo tempo stava finendo, ma lo ha accettato di buon grado” e “senza rimpianti”.

Una teoria non proprio originale

Per la verità Brandreth non sarebbe stato il primo a parlare della possibilità che Elisabetta II sia morta di cancro. Anche l’esperta Lady Colin Campbell, vicinissima ai reali inglesi, ne ha fatto cenno in un video riportato da Yahoo!News il 14 settembre 2022: “…Penso che dovremmo essere…grati per il fatto che la morte [della Regina] sia stata relativamente indolore. Il cancro alle ossa non è certo divertente, ma lei è stata abbastanza fortunata…È stata vigile e piena di vitalità fino alla fine”. Stranamente, però, il video della Campbell sarebbe passato quasi inosservato, mentre le indiscrezioni di Gyles Brandreth hanno suscitato scalpore a livello internazionale.

Una notizia “sgradevole”

Durante il programma “Good Morning Britain”, citato dall'Express, la conduttrice Susanna Reid ha espresso dei dubbi sulle rivelazioni di Brandreth: “...La sua affermazione secondo cui verso la fine della sua vita la Regina avrebbe avuto un cancro al midollo osseo…Qualcosa che sconvolgerà molte persone, poiché…il suo certificato di morte è stato reso noto e riporta il fatto che [la Regina] è morta di vecchiaia. Ora le persone si stanno chiedendo se vi sia qualcos’altro…non è un po’ sgradevole rivelare dettagli sulla salute della Regina?”. L’esperta reale Emily Andrews ha risposto lodando il coraggio di Sua Maestà, che ha guardato in faccia la sua fine senza indietreggiare e ha spiegato: “Bisogna sempre aspettare che vi sia una conferma ufficiale dai portavoce”, però “…[Brandreth] è un biografo reale autorevole, amico del principe Filippo, suo biografo ufficiale…è inserito nei circoli reali…penso possiamo fidarci di lui…”.

Il rumoroso silenzio di Buckingham Palace

Buckingham Palace tace, almeno per ora. Non è da escludere che sia stata proprio la Regina a imporre il silenzio sulle sue reali condizioni e a chiedere che nulla trapelasse dopo la sua morte (benché di mezzo vi sia il certificato di morte, un documento ufficiale). Fedele fino all’ultimo al motto “never complain, never explain”, Elisabetta II ha continuato a lavorare nonostante gli acciacchi dell’età (e, forse, il cancro). A tal proposito Angela Levin ha commentato: “La ragione principale è di tipo religioso. Quando [Elisabetta] aveva 21 anni, disse che avrebbe fatto del suo meglio per essere Regina e che con l’aiuto di Dio lo avrebbe fatto fino alla sua morte. L’incoronazione ha confermato [questo aspetto] perché, oltre che un evento regale, è anche sacro”.

La reporter Kinsey Schofield ha dichiarato: “Ha lavorato fino all’ultimo dei suoi giorni, come aveva promesso…facendoci comprendere meglio cosa sia una vera leadership…Pochissimi di noi sapevano che fosse malata”. Benché i medici le imponessero il riposo, “dentro di sé lei voleva andare avanti…continuare a fare il suo lavoro”.

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