"Siamo i più odiati d'Italia...". Ora Fedez e Saviano fanno i vittimismi

La nuova puntata di Muschio Selvaggio diventa surreale: il cantante si rivolge allo scrittore, ospite del podcast, ma in realtà incensa solo se stesso

"Siamo i più odiati d'Italia...". Ora Fedez e Saviano fanno i vittimismi

Che cosa ci poteva essere di meglio – una settimana dopo le risate su Emanuela Orlandi – di una nuova puntata di Muschio Selvaggio, con ospite questa volta Roberto Saviano? Fedez si è lasciato alle spalle tutte le polemiche relative alla battuta da black humor mal riuscita e ha pubblicato regolarmente, come tutti i lunedì, un nuovo episodio del suo podcast. Due ore di racconti e di aneddoti intorno a vari processi contro i boss della camorra, intervallate da una decina di minuti durante i quali i due si auto-incensano in continuazione. Il cantante e l'autore di Gomorra, infatti, non hanno perso occasione di insistere su quanto loro siano i migliori fichi del bigoncio e, di conseguenza, tutti coloro che osano sommessamente criticarli sono soltanto persone accecate dall'odio e dall'invidia. Una spiegazione alquanto fondata e originale, non c'è che dire.

Le mancate scuse sul caso Orlandi

Chi si aspettava in questo video perlomeno un accenno di scuse pubbliche da parte di Fedez per il suo atteggiamento irrispettoso nei confronti della ragazza scomparsa a Roma 40 anni fa sarà rimasto profondamente deluso. C'è da dire però, in difesa del rapper, che tutte le puntate di Muschio Selvaggio vengono registrate diversi giorni prima rispetta all'effettiva pubblicazione dell'episodio in questione. Quindi si potrebbe anche concedere il beneficio del dubbio sul fatto che l'intervista (chiamiamola pura così) a Saviano si fosse svolta prima del 23 gennaio. Restano tuttavia un paio di elementi di fondo poco convincenti che hanno a che vedere con l'incontro tra i due. Il primo – che è senza dubbio è quello più serio – riguarda il silenzio assoluto di Fedez riguardo all'affaire Emanuela Orlandi dopo più di una settimana dallo scoppiare delle polemiche. Certo, è vero che Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, ha rivelato che il rapper lo avesse chiamato per scusarsi lo stesso giorno in cui è esploso il caos, ma sarebbe altrettanto giusto assumersi le responsabilità del proprio errore anche in pubblico. Anche in un contesto del genere.

Fedez incensa Saviano

Il secondo punto – decisamente più faceto – riguarda invece più strettamente le dinamiche della chiacchierata con Roberto Saviano. Dal minuto 46:28 della puntata si può infatti assistere a un continuo scambio di considerazioni reciproche che vorrebbero dimostrare come i due, seppur su fronti professionali diversi, siano dei cavalieri senza macchia e senza paura. Fedez si dà di gomito con lo scrittore e, con una sola frase, riesce a creare una sorta di vittimismo di coppia: "Tu sei forse la persona più odiata in Italia, dopo di me… C'è una sorta di invidia nel nostro Paese". Saviano coglie la palla al balzo e impartisce la sua classica lezioncina di vita: "Se tutto quello che ho fatto n'è valsa la pena? No. Perché, a un certo punto, tu hai un odio non solo di una certa parte politica, ma anche di quella teoricamente a te vicina che mal sopporta che sei esposto". "Esatto: sei esposto e non gli fai pubblicità", fa nuovamente sponda Fedez. "Non gli sei utile. Come è capitato a me con il ddl Zan. Nel momento in cui difendi un messaggio politico, hai una parte politica che ti difende. Ma nel momento in cui esprimi solo le tue idee e basta, senza supportare nessun altro…".

Arriva così la replica immediata dello scrittore: "Sì, è vero. È un inferno. Sei continuamente monitorato e, qualsiasi cosa tu faccia, vieni sempre giudicato violentemente". Per esempio: "Per delegittimarmi si sono inventati il mio attico a Manhattan". "Che anche se poi tu avessi l'attico a Manhattan, quale c...o sarebbe il problema?", si chiede ironicamente il conduttore di Muschio Selvaggio. Ecco, la netta sensazione è che Fedez volesse elogiare se stesso osannando Saviano. Del resto, per certi versi, i due si somigliano molto: entrambi sono costantemente ossessionati da una rara sindrome di narcisismo vittimista, per la quale - secondo loro - hanno innegabilmente ragione. Possono insultare chiunque vogliano, ma se qualcuno tenta di fare timidamente notare loro come stiano dicendo delle inequivocabili sciocchezze, partono immediatamente le accuse di odio, invidia, rancore e – già che ci sono – di dittatura: così, a casaccio.

Se Fedez volesse, però, completare l'iter di clonazione di Saviano, gli resterebbe da mettere in pratica due iniziative: dare della "bastarda" alla Meloni e del "ministro della malavita" a Salvini, pretendendo poi di avere tutte le ragioni di questo mondo per esprimere quelle 'opinioni'. E il gioco è fatto.

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