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"Obeso per delusione d’amore a 18 anni": la confessione di Platinette

Una forte delusione d'amore alla base della patologia che lo affligge sin dalla maggiore età: Platinette ha raccontato com'è la sua vita a stretto contatto con l'obesità e i consigli per farsi aiutare

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70 anni li ha compiuti da poco, ha lottato negli ultimi mesi con un ictus ischemico ma grazie ai medici e alla riabilitazione è tornato a parlare e svolgere le proprie funzioni quotidiane al meglio: Mauro Coruzzi, in arte Platinette, in una lunga intervista all'AdnKronos ha deciso di concentrarsi sul delicato tema dell'obesità di cui soffre sin dalla gioventù raccontando quando, e soprattutto perché, ha iniziato ad aumentare di peso.

Il racconto di Platinette

"Oggi ho 70 anni ma da sempre convivo con una obesità grave", ha esordito. "Ho iniziato a soffrirne per un grande dolore dovuto ad una delusione d'amore quando di anni ne avevo 18". L'ammissione di essere malato di questa patologia lo fa per sè stesso ma anche per tutti quelli nelle stesse condizioni. "L'obesità è una patologia di cui non ci si deve vergognare. Ma sia chiaro, oltre che un grave problema di salute pubblica è soprattutto un disturbo mentale", sottolinea Platinette che consiglia come le figure di nutrizionista e psicologo debbano andare di pari passo altrimenti "il paziente non ne verrà mai fuori".

Il ricorso alla chirurgia

Coruzzi non si è mai arreso provando tutte le soluzioni possibili ma è stato tutto insufficiente: l'ultimo tentativo era rappresentato dalla "chirurgia bariatrica, decisiva per la mia sopravvivenza". Il popolare volto tv presente il sabato pomeriggio nel corso della trasmissione di Marco Liorni su Rai Uno "Italia sì", racconta che questo tipo di intervento non può sostituirsi a una dieta corretta e non può essere effettuato più volte. "Nel mio caso, i medici hanno acconsentito perché sanno che ho un rapporto molto deviato con l'alimentazione e non posso dar loro tutti i torti. In questo non sono un buon esempio anche se dopo l'ictus mangio molto meno".

Ricordando che l'aiuto è fondamentale, il suo regime alimentare dopo l'ictus ha visto una riduzione delle quantità dei suoi pasti anche se ha detto di essere ormai abituato a convivere con la sua condizione cercando di non prendere peso e dipendere meno dal cibo. "Tuttavia, ho sempre in casa riserve alimentari in grandi quantità, come se ogni sera dovessi preparare una cena per dieci persone", racconta all'AdnKronos.

Il tema dell'obesità

Proprio ieri, 4 marzo, è stata la Giornata Mondiale dell'Obesità con l'Italia che presenta quattro persone su dieci in stato di "eccesso ponderale, spesso causato da un'alimentazione errata e vita sedentaria", come ha ricordato nelle ultime ore l'Istituto Superiore di Sanità. Per lui questo tema non è più un tabù e ne parla senza problemi spiegando che serve l'aiuto di uno o più specialisti per capire quale sono i motivi che spingono alcune persone a pensare compulsivamente "al cibo e perché presuppongono che solo dal cibo possano ottenere benessere e soddisfazione". Per combattere l'obesità sono necessarie "un'educazione ad un'alimentazione sana ed equilibrata e l'attività fisica sono utili ma non bastano. Io almeno non ci riesco. E poi, diciamolo, c'è il nutrizionista che ti propone una dieta per accelerare il metabolismo, quello che ti vieta le proteine, un altro che mette al bando i carboidrati.

Dalla mia esperienza dico che non può essere questa l'unica via per venirne fuori", conclude.

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