Stefano De Martino e la ridicola accusa della sinistra alla Rai che si rinnova

Stefano De Martino non ha ancora 35 anni, da 15 fa televisione e la Rai gli ha dato una possibilità, blindandolo prima che altri potessero portarlo via. Troppa modernità per le opposizioni, che lo usano come leva contro Meloni

Stefano De Martino e la ridicola accusa della sinistra alla Rai che si rinnova
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L'Italia è quel Paese in cui, quando non ci sono novità, ci si lamenta e, quando qualcuno cerca di apportarne, si trova comunque qualcuno che si lamenta. Poi si dice che siamo un Paese immobile. Esempio lampante è il caso della Rai. Al di là delle fregnacce su TeleMeloni che di quando in quando, ma ormai sempre più spesso, le opposizioni muovono accuse e critiche solo perché non hanno più il potere decisionale assoluto all'interno della tv pubblica, da tempo si fa un gran chiacchiericcio, più o meno sommesso, sull'ascesa dell'ex ballerino Stefano De Martino. Addirittura si è arrivati a millantare una particolare simpatia di Arianna Meloni nei confronti dell'ex marito di Belen Rodriguez.

Stefano De Martino, classe 1989, da diverso tempo ha abbandonato la danza e da alcuni anni lavora in Rai come conduttore. Era il 2019 quando entrò come conduttore del cast di Made in Sud, programma di Rai2. Sulla rete cadetta della televisione pubblica ha condotto svariati programmi nel corso degli anni, di cui alcuni sono titoli storici come il Festival di Castrocaro e la Notte della Taranta. È stato testato anche sulla conduzione di un programma di intrattenimento come Stasera tutto è possibile e ha costruito un programma tutto suo, Bar Stella. Certo, non avrà una carriera decennale alle spalle ma è sempre meglio di altri colleghi (e colleghe) che sbucano in tv all'improvviso, in programmi blasonati senza capire da dove siano arrivati.

La gavetta, De Martino, se la sta facendo e chi dice il contrario o è ignorante o è in mala fede. In lui, la televisione pubblica ha trovato un giovane entusiasta, che piace al pubblico e che vuole imparare. Non è certo l'erede di Pippo Baudo, non è il caso di scomodare paragoni azzardati, ma se non gli si danno spazio e modo non si saprà mai cosa è in grado di fare. Quindi, la Rai ha deciso di scommettere su De Martino affidandogli un programma rodato nell'access prime-time di Rai 1 facendogli prendere il posto del dimissionario Amadeus, che ha preferito accasarsi a Discovery per prendere svariati milioni sul Nove.

De Martino sarà in grado di reggere la nuova dimensione? Lo sapremo solo a settembre, forse ottobre. Sicuramente oggi quel che sta facendo una certa stampa vicina ai partiti di opposizione nei suoi confronti non è corretto. Lasciare intendere o dire esplicitamente, che De Martino ha ottenuto il passaggio su Rai 1 perché godrebbe della simpatia di Arianna Meloni non è solo sgradevole nei confronti di un conduttore che si sta formando e che, per quanto visto finora, merita una possibilità, ma è anche un tentativo infimo di screditare il principale partito della maggioranza. E usare un ragazzo e la sua professionalità per questo scopo è sintomatico del livello di dibattito che la sinistra crea nel nostro Paese. Solo se messo alla prova Stefano De Martino potrà dimostrare se varrà o meno i soldi che la Rai ha deciso di investire su di lui ma il tentativo di sporcarne la carriera in questo modo da parte delle opposizioni è uno dei livelli più bassi che si è raggiunto.

Che poi, da che pulpito viene la predica, si potrebbe anche dire davanti alle critiche che vengono mosse per il rinnovo del contratto di De Martino. Ma ora sembra un po' la storia della volpe e dell'uva, che diventa rancida quando non si può raggiungere. E in questo caso non serve spiegare chi è la volpe e chi è l'uva.

L'immobilismo di anni e anni di gestione a trazione dem del Pd sembrano essere alle spalle e finalmente sul primo canale della Rai farà il suo debutto anche un volto giovane, che non fa mai male. E se poi oltre a essere bravo è pure belloccio, qual è il problema?

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