Più di mille persone da 80 Paesi diversi accolte e assistite dalla Casa della Carità

La Casa della Carità in 5 anni ha accolto più di mille persone di oltre 80 nazionalità differenti. Ogni giorno ospita circa 150 persone tra uomini e donne, italiani e stranieri, giovani e anziani. E ognuno di loro viene coinvolto in modo attivo in un progetto di reinserimento sociale. Sono i numeri della Casa di don Virginio Colmegna, che dal 19 al 21 novembre festeggia i suoi 5 anni dalla fondazione con «Milano Si-cura», tre giorni di dialogo e confronto con istituzioni e realtà del privato sociale, con la città degli affari, dell’economia e dello sviluppo urbanistico. Welfare, reinserimento sociale, salute e assistenza, giustizia, immigrazione ed economia: questi alcuni dei temi, affrontati in luoghi-simbolo, dal carcere di Bollate fino ad Assolombarda e al Palazzo di Giustizia. Temi che prenderanno spunto dagli interventi dei cittadini raccolti nel blog milanosi-cura.org.
Dal 2004, anno della sua fondazione, la Casa della Carità ha già accompagnato 1.066 persone in difficoltà in un percorso finalizzato a recuperare l’autonomia e a superare la condizione di disagio: sono per il 45 per cento uomini, nel 31 per cento dei casi donne e nel 24 per cento dei casi minori. Oltre 900 persone sono riuscite a reinserirsi nella società, mentre ancora un centinaio frequentano la Casa. Gli ospiti accolti dalla Fondazione sono per l’85 per cento stranieri provenienti da 81 diversi paesi del mondo, con una grande maggioranza di romeni (45 per cento), seguiti dai paesi dell’Africa Mediterranea. Nella Casa esistono inoltre luoghi di ospitalità specifici per mamme sole con figli e sofferenti di disagio psichico, è attivo un centro di ascolto, che riceve il bisogno di tutti coloro che si rivolgono alla Casa, e sono presenti ambulatori di assistenza medica e psichiatrica più uno sportello di tutela legale.
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