da Roma
Il governo Prodi è sullorlo del baratro e la manifesta incompatibilità tra Clemente Mastella e Antonio Di Pietro esplode. Volano gli stracci tra lex ministro della Giustizia e lex magistrato, attualmente titolare del dicastero per le Infrastrutture, che annuncia una pioggia di querele per calunnia e diffamazione ai danni di Mastella e di altri esponenti dellUdeur, come il capogruppo alla Camera, Mauro Fabris. La miccia, che ha provocato la deflagrazione di una guerra dichiarata fin dallinizio della legislatura, sono le affermazioni dellex Guardasigilli durante la trasmissione Porta a porta condotta da Bruno Vespa.
«Di Pietro che discetta tanto di una morale che non gli appartiene, vada a guardare bene chi lo elegge in Campania», era stato lattacco di Mastella e la risposta di Di Pietro dal suo blog non si è fatta attendere. «Mastella, Fabris e altri esponenti dellUdeur stanno facendo a gara nello spargere fango su di me e sullItalia dei valori», scatta lex magistrato che poi spara a zero contro tutto il Campanile. «Il principio è sempre lo stesso: se loro sono colpevoli allora anche gli altri lo devono essere - scrive Di Pietro -. LUdeur esce dalla maggioranza decretando la caduta del governo perché sa che una mozione di fiducia alla famiglia Mastella non sarebbe mai passata».
Di Pietro già non aveva digerito il pesante attacco alla magistratura, sferrato dallex Guardasigilli mercoledì scorso durante il suo discorso alla Camera. Mastella aveva parlato di «alcune frange oltranziste» della magistratura che lo avevano percepito «come un avversario da contrastare, se non addirittura un nemico da abbattere». Un discorso dal quale immediatamente lItalia dei valori aveva preso le distanze. Di Pietro aveva paragonato il discorso di Mastella a quello di Bettino Craxi del 92 definendoli nella sostanza «identici». Una presa di distanza sgraditissima a Mastella, che non ha mancato di sottolineare di essere stato lasciato solo dalla sua maggioranza e che poi ha scelto il pulpito di Porta a Porta per lanciare i suoi strali contro Di Pietro.
A questo punto lex magistrato di Mani pulite si impegna «a non lasciare cadere nessuna calunnia da parte di questi signori» e a preparare «nei prossimi giorni la prima causa nei loro confronti».
Di Pietro promette di trascinarne «nelle aule dei tribunali Mastella e Fabris che qui dovranno provare le loro accuse sulla condotta del ministro delle Infrastrutture, dellAnas e del comportamento tenuto dallItalia dei valori durante la campagna elettorale». Infine Di Pietro ricorda che il suo partito ha candidato «soltanto persone senza precedenti penali».
Ma non cè soltanto lex magistrato a promettere querele contro Mastella.
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