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"Pirati" ultraottantenni travolgono due donne e fuggono. Bloccati dai vigili e denunciati

Tre omissioni di soccorso risolte in poche ore

"Pirati" ultraottantenni travolgono due donne e fuggono. Bloccati dai vigili e denunciati

Tre casi di omissione di soccorso - quel reato che ti brucia la coscienza e la patente - in tre giorni, da giovedì 19 a ieri, 21 febbraio. Con ben due di questi "pirati" che hanno più di ottant'anni, capelli bianchi e riflessi che forse ricordano i tempi delle vecchie Fiat 500. La Polizia locale, però, non è da meno: indagini lampo, identificazioni in tempi record, denunce a piede libero.

Tutto parte appunto giovedì, ore 17.50, all'incrocio tra via Novara e via Pinerolo, zona ovest. Un 85enne alla guida di una berlina anonima investe una 30enne che attraversa la strada. Lei a terra con ferite da 25 giorni di prognosi: fratture, contusioni, il terrore negli occhi. Lui? Accelera e sparisce nel nulla, come un fantasma nel traffico del tardo pomeriggio. Ma la Locale non molla: testimonianze raccolte al volo, telecamere che scrutano ogni targa, tracce che portano dritte a casa dell'anziano, individuato e denunciato per omissione di soccorso. L'auto ora è sotto sequestro, parcheggiata in un deposito giudiziario, muta testimone di una fuga codarda.

Non passa nemmeno un giorno e venerdì 20, alle 9.30 del mattino, all'angolo tra via Porpora e via Ricordi cuore di Città Studi un 56enne al volante travolge un motociclista di 46 anni. Il centauro rotola sull'asfalto, ferite lievi ma guaribili in 4 giorni: lividi, escoriazioni, l'adrenalina che pompa forte. Il pirata pigia sul gas e svanisce tra le vie laterali. I vigili lo rintracciano già nel primo pomeriggio. Denuncia a piede libero, stessa accusa: omissione di soccorso.

E non è finita. Ieri, poco prima delle 14, tra via Montegani e via Barrili sud di Milano, quartiere Spaventa - un 81enne investe una ragazza di 24 anni. Lei, giovane e spensierata, finisce sotto le ruote: ferite non gravi, ma lo shock è un pugno nello stomaco. Lui, l'anziano signore, non si ferma: accelera e se ne va, come se niente fosse. Mezz'ora dopo, però, la Locale lo scova. Denuncia immediata, omissione di soccorso. Tre su tre, tutti a piede libero, ma con il fiato della giustizia sul collo.

Due over 80 su tre indagati: un dato che gela il sangue più di un incidente. Riflessi appannati, vista che tradisce, mani tremanti sul cambio. Milano, città veloce e spietata, non perdona errori del genere. La Polizia locale dimostra che la rete di sorveglianza telecamere, testimoni, controlli incrociati funziona come un orologio svizzero.

Ma resta l'interrogativo, banale eppure tagliente come una lama: perché lasciare una vittima a terra e fuggire? Paura, egoismo, o solo l'età che gioca brutti scherzi? In un febbraio di Olimpiadi invernali e

medaglie luccicanti, queste storie di asfalto insanguinato ricordano che la vera gara è quella per la sicurezza. La Locale ha vinto tre round. Ma la strada, quella vera, resta un'arena dove non ci sono eroi, solo sopravvissuti.

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