Pisapia: "C'è un buco da 186 milioni" La Moratti: vuole aumentare le tasse

Il neo sindaco mette le mani avanti e accusa la Moratti di aver truccato i conti. In realtà il buco non ci sarebbe se Pisapia portasse a termine le misure già approvate dai revisori dei conti. Lo scopo? Tabacci già annuncia la necessità di mettere in campo una "manovra complessiva"

Pisapia: "C'è un buco da 186 milioni" 
La Moratti: vuole aumentare le tasse

Milano - La prima mossa è sicuramente buttare fango sulla passata amministrazione. Un'operazione d'obbligo se il fine è quello di tagliare le spese e tirare i remi in barca in una congiuntura economica tutt'altro che florida. Ma le accuse lanciate dal neo sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il suo assessore al Bilancio Bruno Tabacci lasciano davvero l'amaro in bocca. Denunciare un potenziale disavanzo per il 2011 di 186 milioni di euro in spesa corrente significa accusare Letizia Moratti di aver truccato i bilanci e di aver mentito quando l’ultimo giorno del suo mandato annunciò un attivo di 48 milioni. Ma l’ex sindaco non ci sta e rilancia: "Denigra per aumentare le tasse".

Insomma, qual è la verità? La verità è che il buco non c'è. Non c'è se vengono portate a termine quelle misure messe a bilancio dall'ex assessore Giacomo Beretta e raccomandate anche dai revisori dei conti. Misure importanti che riuscirebbero a garantire a Palazzo Marino maggiore respiro. Misure come la privatizzazione della Serravalle alla quale proprio Tabacci è sempre stato contrario. Secondo l'ex Dc, infatti, "difficilmente la quota del 18 per cento di Serravalle troverà un acquirente". In realtà, anche questa affermazione risulta errata: non è, infatti, un mistero che Vito Gamberale è stato più e più volte avvistato a Palazzo Marino. La quota di Palazzo Marino faceva invece gola alla F2i di Gamberale che già detiene delle quote della Serravalle. Tabacci, invece, mira a costituire una newco con l’obiettivo di riuscire a valorizzare le rispettive partecipazioni azionarie. "La coppia Tabacci-Pisapia parte male e si comporta come il mago Otelma - replica duramente il leghista Matteo Salvini - fanno sparire i soldi delle privatizzazioni e fanno apparire all’orizzonte nuove tasse".

"Siamo davanti a un disavanzo potenziale - ha detto Pisapia - di 186 milioni di euro, la nostra è un’analisi che si basa su documenti che erano già in possesso all’amministrazione comunale, quindi noti anche alla passata amministrazione, quanto detto dall’ex sindaco Moratti non corrisponde dunque al vero". L’analisi dei conti è stato l’argomento principale della prima riunione operativa della Giunta Pisapia. Tabacci ha sottolineato la necessità di mettere in campo una manovra complessiva per riuscire a riequilibrare un bilancio che "al momento copre le spese correnti con entrate straordinarie". Per l'ex Dc, "servono scelte di indirizzo nel brevissimo periodo, altrimenti non c’è copertura per le spese non obbligatorie".

Cosa significa mettere in campo una manovra? Forse aumentare l'Irpef come ha fatto il governatore della Puglia Nichi Vendola per coprire lo spaventoso buco nella sanità regionale? Oppure inventarsi un qualche balzello da far pagare a tutti i milanesi? Mentre la Giunta approva un aumento al budget per ogni singolo assessore, le accuse di Tabacci contro la passata amministrazione rischiano di suonare come un osuro presagio. "Quanto affermato da Pisapia è chiaramente denigratorio, mistificatorio e falso - assicura la Moratti - temo che si voglia semplicemente mettere le mani avanti per giustificare un aumento dell’imposizione fiscale".

Per quanto riguarda le entrate ordinarie, infatti, la previsione per il 2011 è un andamento negativo di circa 50 milioni di euro che l'amministrazione Moratti ha provveduto a compensare con un congelamento di spese non obbligatorie. Di questi 50 milioni sono già stati recuperato 28 milioni di euro e nel corso dell’anno prevedevamo di fare lo stesso per gli altri 22 milioni. Le minori entrate previste erano dovute alla riduzione degli oneri di urbanizzazione, oltre ai minori introiti dell’Ecopass per l’avvenuto rinnovamento del parco auto di Milano. E proprio sulla riduzione degli oneri di urbanizzazione l’ex sindaco ha rivelato che la previsione era stata calcolata anche sulla scorta di un possibile annullamento del nuovo piano regolatore, annunciato in campagna elettorale dal suo avversario. "La riduzione degli oneri di urbanizzazione - spiega la Moratti - si è inoltre manifestata allorquando è apparso chiaro nei mesi scorsi che un cambio di maggioranza avrebbe portato a un blocco o a un rallentamento del piano di governo del territorio, aprendo una fase di grave incertezza nel mercato immobiliare della città".

E' chiaro ora che la nuova amministrazione vuole precostituire una giustificazione all’aumento delle imposte che dovrà servire a finanziare progetti che altrimenti non avrebbero sostenibilità economica. L’allarme sui conti come pretesto per aumentare l’imposizione fiscale era del resto stato uno dei passaggi salienti del primo intervento della Moratti in Consiglio comunale in risposta alla relazione inaugurale di Pisapia. Lex primo cittadino aveva, infatti, lanciato l’appello ai successori di non tradire mai l’obiettivo del patto di stabilità e del rigore.

  Oggi, ancor più di cinque anni fa, non c’è infatti alternativa al rigore che il patto di stabilità europeo, i mercati finanziari internazionali, le agenzie di rating e gli obiettivi di risanamento del debito pubblico nazionale ci hanno imposto.

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