L' altra sera, parlando con Alessandro Ceni, tra i rari veri poeti, oggi, in Italia: "La poesia non riguarda la letteratura". Sembra un paradosso, non lo è: il poeta se è tale abita un'oltranza che non si può facilmente stivare nella letteratura, che non si circoscrive in sigle e generi di consumo. La poesia, potremmo dire, è magia bianca: riguarda un magistero, un'iniziazione, una pratica. A differenza del romanzo, la poesia non marcisce in merce, non vende, ha il privilegio della povertà il poetico, al contrario, quello che titilla e conforta i nostri buoni sentimenti, è un codice merceologico redditizio. Il mondo è pieno di falsi profeti e di falsi poeti.
In questo senso, il libro di Giuseppe Tortora, Le rose ignoranti - Dante & Descartes, pagg. 132, euro 12; il titolo è tratto da un passo da L'isola di Arturo di Elsa Morante è utile anche a mo' di bussola, per ritrovare la giusta rotta lirica. Ogni poesia dell'autore, infatti, è inaugurata dall'esergo, mai banale, di un grande poeta. Tortora ci invita, così, a leggere poeti straordinari e diversamente negletti come Francis Ponge e René Char, Nancy Cunard il suo capolavoro, Parallax, è stato tradotto, per la prima volta in Italia, da De Piante, nel 2023 , Nelly Sachs e Richard Crashaw, l'estroso poeta inglese morto a Loreto nel 1649. Tra i padri ispiratori vanno citati Rilke, Montale e Emil Cioran. Quanto alle poesie in proprio, Tortora funziona nella misura breve ("soffio sulle ferite ogni giorno/ cado sempre dalle nuvole"), che meglio si addice a un dire trasognato, traslucido, senza timore del candore: "solo le minestre/ si sono maritate/ le sere di marzo/ hanno mani gelate". È poesia, questa, che perimetra la prua dell'occasione, dell'improvviso: "l'immediatezza mi stordisce", scrive l'autore, a monito.
Resta, su tutto, l'idea della maestria, della necessità di un addestramento: poesia, in fondo, significa
andare alla ricerca dei maestri. Poesia, anzi tutto, significa destrezza senza complicità con i falsi riti del mondano. Nell'epoca del lirismo fai-da-te e della completa sovversione dei significati, è un grande insegnamento.