Politica economica

Confcommercio, Pil italiano in crescita a gennaio e febbraio tiene il Made in Italy

E l’Ue lima al ribasso le stime 2024 L’export però cresce ancora (+1,2%)

Confcommercio, Pil italiano in crescita a gennaio e febbraio tiene il Made in Italy

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L’inizio del 2024 si è aperto con «apprezzabili elementi di vivacità all’interno dell’economia italiana». Ad affermarlo è il centro Studi di Confcommercio, il quale stima per febbraio, come per gennaio (rivisto al rialzo), una crescita del Pil mensile dello 0,1% congiunturale, che comporterebbe una crescita tendenziale di 3 decimi di punto (di 2 a gennaio). Per l’associazione guidata da Carlo Sangalli (in foto), il risultato è determinato da una «fiducia di famiglie e imprese che si conferma, anche a gennaio, in miglioramento, l’inflazione rimane ampiamente sotto controllo, al netto di piccole oscillazioni, l’occupazione tiene, la produzione industriale è tornata a salire in dicembre, mese nel quale le presenze turistiche di stranieri hanno fatto segnare un altro record, chiudendo i cinque mesi agosto-dicembre migliori di sempre».

Arrivano notizie incoraggianti anche sul commercio estero, con l’Italia che a dicembre ha avuto un aumento dell’1,2% delle esportazioni a dicembre e una riduzione delle importazioni (-1,9%). Nel 2023 il surplus commerciale, la maggiori esportazioni rispetto alle importazioni, è stato di 34,4 miliardi.
Come affermato dal presidente Matteo Zoppas, «le esportazioni italiane hanno retto» commentando i dati dell’Istat. «Nel 2023 - osserva - le esportazioni italiane hanno saputo reggere, grazie alla resilienza dei nostri imprenditori», «confermandosi nel 2023 di fatto sui 626 miliardi di euro come nel 2022. Va sottolineata una crescita del 30% rispetto al 2019». L’Italia è il sesto esportatore mondiale e superato la Corea del Sud.

E ieri, intanto, la Commissione europea ha limato allo 0,7% (da +0,9%) la previsione di crescita del Pil dell’Italia nel 2024.

Un dato che è sostanzialmente in linea con la media Ue (+0,8%) e meglio della Germania (+0,3%). Rimangono stabili, rispetto a quanto previsto a novembre, le stime per il 2025, quando il nostro Paese dovrebbe crescere dell’1,2 per cento.


MaNe.

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