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Descalzi (Eni): "Necessario sospendere il bando sul gas russo"

"Quello che sta succedendo nel Golfo è l'evento più importante degli ultimi 40 anni", spiega l'ad dell'Eni. "Sui carburanti o l'Europa produce (con la raffinazione) o riscia"

Descalzi (Eni): "Necessario sospendere il bando sul gas russo"
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"Penso che sia necessario sospendere il bando che scatterà il primo gennaio 2027 sui 20 miliardi di Gnl (gas naturale liquefatto, ndr) che vengono dalla Russia", ha detto l'ad di Eni, Claudio Descalzi, a margine della Scuola di formazione della Lega a Palazzo Rospigliosi a Roma. "E suggerirei anche - ha aggiunto - come sta dicendo il governo italiano, di rivedere anche l'Ets, la tassa su tutta l'industria pesante. Non dico che deve essere cancellata, ma deve essere sospesa oppure redistribuita, per non penalizzare ulteriormente un settore industriale che già deve pagare molto l'energia".

"Per riuscire a reagire, dobbiamo capire qual è il problema” sul fronte energetico, ha spiegato l'ad Eni. "Non possiamo svegliarci ogni volta che c’è una crisi e rincorrerle, perché così non si va da nessuna parte”.

"La tregua non è esistita. Quello che è successo nel Golfo è l’evento più importante degli ultimi 40 anni". Descalzi snocciola alcuni grandi eventi degli ultimi anni osservando che guerra in Iraq, crisi finanziaria del 2008, Covid e crisi russa-ucraina "hanno fatto cadere dai 3 ai 7 milioni di barili, in questo caso mancano all’appello 4,5 milioni di prodotti e 11-12 milioni di grezzo".

Sui carburanti, spiega l'ad Eni, "la questione non sono i prezzi, sono i volumi". "L'Europa ha un problema di jet fuel. Consuma circa 60 milioni di tonnellate e ne importa il 35 per cento, perché negli ultimi vent'anni sono state chiuse 36 raffinerie. Quello che ideologicamente è successo ci porta a dire che non abbiamo capacità di raffinazione in Europa. Siamo arrivati in una situazione in cui hai la capacità di produrre ciò che ti serve, oppure rischi.

Non abbiamo più la produzione europea o nazionale. Noi importiamo il 95% di materia prima. Tutte le incongruenze, con tre stress test in cinque anni, il Covid e le guerre in Ucraina e Iran, adesso le stiamo pagando".

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