Il nuovo piano industriale al 2030 di Leonardo parte da un'idea semplice: la sicurezza globale sta cambiando scala e tecnologia e l'industria europea deve correre. Il simbolo di questa nuova fase è il Michelangelo Dome, la cupola di difesa multidominio presentata a fine 2025 che nei prossimi anni promette di diventare il principale motore di crescita del gruppo. Secondo le stime dell'azienda, il progetto potrà generare oltre 6 miliardi di nuovi ordini già nel quinquennio 2026-2030, con opportunità complessive fino a 21 miliardi nel prossimo decennio. Non è solo un programma industriale: è anche un banco di prova operativo. «Stiamo realizzando il primo componente del nostro Michelangelo Dome per i nostri amici in Ucraina», ha spiegato l'ad Roberto Cingolani (in foto), aggiungendo che «verrà consegnato entro la fine dell'anno» e ricordando che le nuove tecniche di guerra, basate attacchi massivi con droni e missili rendono indispensabile rafforzare la capacità di protezione.
Il nuovo piano riflette questa accelerazione. Leonardo punta a ordini cumulati per 142 miliardi entro il 2030, con ricavi in crescita media annua del 9% fino a circa 30 miliardi e una redditività più che raddoppiata rispetto al 2025. L'ultimo bilancio ha già mostrato la direzione: utile netto a 1,33 miliardi (+15%) e dividendo in aumento del 21% a 0,63 euro per azione, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare ulteriormente il ritorno agli azionisti con un pay-out del 30-40% dell'utile adjusted, mantenendo al tempo stesso un debito sotto controllo.
Accanto alla difesa integrata cresce anche la dimensione spaziale. Il nuovo sistema di osservazione della Terra, battezzato Guardian Constellation, sarà composto da 38 satelliti tra militari e civili e dovrebbe essere lanciato tra il 2027 e l'inizio del 2028.
Sul fronte industriale proseguirà la strategia di espansione: il closing dell'acquisizione di Iveco Defence Vehicles, per un valore di 1,7 miliardi, mentre altri 1,8 miliardi saranno dedicati all'M&A nel triennio 2026-2028. La Borsa ha apprezzato e Leonardo ha guadagnato il 5,7% doo aver aggiornato i massimi storici.