“In un contesto globale segnato da una crescente instabilità geopolitica, e in particolare dalle tensioni in Medio Oriente con possibili ripercussioni su snodi strategici come lo Stretto di Hormuz, è naturale attendersi effetti sull’economia reale, in primis attraverso il canale energetico. Eventuali criticità nei flussi potrebbero riflettersi sui prezzi, mantenendo una pressione sull’inflazione che in Europa non era ancora del tutto riassorbita. Per gli investitori si apre una fase di maggiore volatilità, che richiede un approccio prudente, selettivo e orientato verso ritorni a medio termine. I mercati finanziari restano sensibili al contesto macroeconomico e alle decisioni di politica fiscale e monetaria, con possibili riflessi su spread e costo del capitale”. Lo ha dichiarato Moreno Zani, Presidente di Tendercapital, in merito all’impatto economico dell’instabilità geopolitica e del conflitto in Medio Oriente.
“Il sistema bancario europeo - ha ribadito - si presenta complessivamente solido, ma si inserisce in una fase di transizione e di consolidamento. Pertanto è importante un attento monitoraggio evitando eccessi, al di là di quelli di mercato, con restrizioni che possano penalizzare credito e investimenti, soprattutto in economie come quella italiana, dove la crescita resta moderata e ancora legata alla domanda estera. Il tema della competitività invece passa in larga parte dal costo dell’energia. Le tensioni geopolitiche rendono ancora più evidente la necessità per l’Europa di accelerare su scelte strutturali in tema di approvvigionamento energetico e completando il mercato unico dei capitali anche per sostenere gli investimenti necessari in infrastrutture e innovazione".
Per Moreno Zani: "Allo stesso tempo, il ritorno del tema dei dazi e di nuove barriere commerciali rappresenta un elemento di attenzione. Diventa quindi strategico per le imprese europee ampliare l’accesso a nuovi mercati, in un’ottica di diversificazione e autonomia strategica.