Un italiano ai vertici dell'economia globale. Stefano Scarpetta (in foto) è stato nominato capo economista dell'Ocse e assumerà l'incarico ad aprile, primo connazionale nel ruolo dai tempi di Pier Carlo Padoan. Un riconoscimento che conferma la qualità delle competenze italiane in un momento in cui il governo punta proprio su crescita, innovazione e capitale umano per rafforzare la competitività.
Il segretario generale Mathias Cormann ha sottolineato come Scarpetta abbia dimostrato «leadership eccezionale, profonda competenza nell'analisi economica e nella politica». Dalla sede di Parigi, l'organizzazione affida così a un profilo di lungo corso entrato nel 1991 la guida del dipartimento economico. «È un'ulteriore tappa di una lunga carriera all'Ocse», ha dichiarato Scarpetta, ricordando le grandi sfide globali: geopolitica, rivoluzione digitale, intelligenza artificiale e demografia.
Sul fronte italiano, Scarpetta individua «il tema della bassa crescita e produttività», ma evidenzia anche «un grande potenziale di usare meglio risorse e talenti», specie su occupazione femminile e giovanile e sul salto tecnologico.
Un'analisi che coincide con le priorità dell'esecutivo, impegnato a sostenere lavoro, formazione e innovazione. Non a caso l'economista parla di capitale umano come fattore decisivo, settore su cui l'Italia «ha fatto decisi progressi negli ultimi anni ma su cui c'è ancora molto da fare».