Un milione e 300mila biglietti venduti, «circa l'88% della capacità complessiva, un numero più alto delle aspettative. Siamo molto soddisfatti». L'ad della Fondazione Milano Cortina Andrea Varnier e il presidente Giovanni Malagò a poche ore dalla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali 2026 - ieri all'Arena di Verona - si godono il successo della biglietteria (preceduta da polemiche sui prezzi), la standing ovation appena incassata al termine della sessione del Cio in mattinata a Milano e la scommessa, vinta, di organizzare i primi Giochi «diffusi» nella storia, gare spalmate tra Lombardia e Veneto, 22mila chilometri quadrati di territorio. Il 37% dei ticket sono stati acquistati da italiani, il 63% da visitatori in arrivo dal resto del mondo, in testa Germania (15%), Usa (14%), Gran Bretagna e Svizzera (con il 6%), Paesi Bassi e Francia (4,5%) e Canada (3,5%). Sold out per lo scialpinismo, un «esordio col botto» ai Giochi, vendite intorno al 95% per speed skating e short track, al 93 per pattinaggio di figura e hockey su ghiaccio. E la collaborazione tra pubblico e privato ha attratto 55 sponsor per un totale di mezzo miliardo di ricavi. Ma i territori e il Paese aspettano solo di essere travolti dall'onda lunga delle Olimpiadi, un altro «effetto Expo 2015» che in dieci anni - per dire - solo a Milano ha raddoppiato le presenze di turisti portandole a quota 10 milioni. I conti non sono ancora definitivi ma già nelle settimane olimpiche, dal 6 febbraio a ieri, il capoluogo lombardo ha registrato mezzo milione di presenze in più rispetto a un normale periodo. Circa 2,5 milioni di visitatori tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige. Il 64% dei biglietti ha riguardato gare disputate in Lombardia, con la Valtellina che ha avuto un boom di presenze dagli Usa (27,5%) e il governatore Attilio Fontana ha giustamente sottolineato che «grazie ai Giochi si aprirà in queste zone un mercato americano fino ad oggi sconosciuto». Secondo le prime indicazioni di Unioncamere-Isnart, Milano Cortina ha garantito tra il 70% e l'85% di camere occupate per febbraio e «prenotazioni anticipate intorno al 60% per i mesi successivi, a dimostrazione della coda lunga». Alla faccia dei gufi. E d'altra parte sono stati i Giochi più seguiti sia sulle tv generaliste e on demand e le più interattive, «hanno superato anche Parigi 2024» parola del Cio.
I dati più freschi e confortanti sono quelli presentati da Banca Ifis, dicono che Olimpiadi e Paralimpiadi (al via dal 6 al 15 marzo) contribuiranno a creare un valore complessivo di 5,3 miliardi, cifra composta da 1,1 miliardi di spesa immediata, circa 1,2 di spesa differita e 3 miliardi di lascito infrastrutturale a lungo termine. Tradotto: 98 opere che miglioreranno mobilità, servizi, accessibilità, nel conto rientrano anche 47 impianti sportivi nuovi o rigenerati. E quando si parla di «legacy» meno strombazzate ma che cambiano la vita, non sarebbero stati investiti così in fretta 416 milioni in Lombardia per treni accessibili o 55 per dotare la metropolitana di Milano di 43 nuovi ascensori e 28 montascale o i 19 milioni per rendere l'Arena di Verona senza barriere. Una risposta a chi si preoccupava delle «cattedrali nel deserto». Il contestatissimo investimento sulla pista da bob di Cortina? È già prenotata dalla Federazione fino al 2030 e l'hanno richiesta per gli allenamenti nazionali straniere che porteranno (anche) benefici economici alle Dolomiti.
I grandi eventi come i Giochi «sono un acceleratore straordinario» ha ribadito il presidente di Assolombarda Alvise Biffi. Anche qui, parlano le cifre: nel milanese genereranno una produzione stimata in 2,5 miliardi, pari a un valore aggiunto di 1,045 miliardi. L'effetto complessivo, dall'avvio dei lavori, attiva 0,4 punti e il comparto più coinvolto è ovviamente l'ospitalità con 139 milioni seguito da costruzione (57 milioni) e trasporti (51 milioni).
Eredità sarà pure la Joint Task Force (1.928 soldati) istituita dal ministero della Difesa a giugno 2025, con i 1.500 Volontari della Difesa, spiega la sottosegretaria Isabella Rauti, «sarà un modello da esportare in altri eventi nazionale e internazionale».