Allo scudo alzato lunedì dagli ex presidenti della Fed, si aggiunge quello del Consiglio direttivo della Bce e dei governatori di alcune più importanti banche centrali globali che si schierano a difesa di Jerome Powell dopo l'inchiesta per i lavori alla sede di Washington. «L'indipendenza della Federal Reserve è un pilastro fondamentale della stabilità dei prezzi, finanziaria ed economica, nell'interesse dei cittadini che serviamo», dichiarano congiuntamente la presidente Christine Lagarde a nome del consiglio direttivo della Bce e i governatori delle banche centrali d'Inghilterra, Canada, Australia, Svizzera, Svezia, Danimarca, Brasile, Corea del Sud e della Banca dei Regolamenti Internazionali. A dare il suo sostegno a Powell è anche Jamie Dimon, ceo di JpMorgan, secondo il quale gli attacchi alla Fed potrebbero ritorcersi contro la stessa Casa Bianca: «Qualsiasi cosa che minacci tale indipendenza probabilmente non è una buona idea», ha detto Dimon ai giornalisti durante la conference call sui conti. «Avrà l'effetto contrario. Aumenterà le aspettative di inflazione e probabilmente aumenterà i tassi nel tempo». Persino il segretario al Tesoro, Scott Bessent, avrebbe espresso delle preoccupazioni per l'indagine direttamente al presidente Usa.
Dal canto suo, Powell sostiene che la minaccia di un procedimento penale venga usata come leva politica. E che sia «conseguenza del fatto che la Fed fissa i tassi sulla base della nostra migliore valutazione di ciò che serve al pubblico, invece di seguire le preferenze del presidente», ha detto il presidente della banca centrale Usa. Il cui mandato scade a maggio. In pole per la successione c'è il capo del National Economic Council Kevin Hassett, si parla come candidato autorevole anche di Christopher Waller, già nel board. L'unica certezza per ora è che il numero uno della Fed può essere rimosso anticipatamente solo con accuse di frode.
Nel frattempo, Trump ieri ha rincarato la dose commentando i dati sull'inflazione che a dicembre è rimasta stabile al 2,7% consolidando le aspettative che la Fed lascerà i tassi invariati questo mese. Il presidente americano ha subito esultato su Truth e ha aggiunto: «Ciò significa che Jerome Too Late Powell dovrebbe tagliare i tassi di interesse, in modo significativo! Se non lo farà, continuerà semplicemente a essere too late!». Poi, rispondendo ai giornalisti prima di partire per Detroit, dove visiterà uno stabilimento della Ford, ha sferrato un altro attacco: «Powell ha sforato il budget di miliardi di dollari, quindi, o è incompetente o è corrotto», ha detto riferendosi ai costi relativi alla ristrutturazione multimiliardaria della sede centrale della Fed a Washington. L'indipendenza della Fed sarà sicuramente uno dei temi di cui si parlerà nelle sale del forum economico internazionale di Davos in programma dal 19 al 25 gennaio.
In Svizzera arriveranno Trump accompagnato dal segretario di Stato Marco Rubio, da quello del Tesoro Scott Bessent, dal segretario al Commercio Howard Lutnick e da quello dell'Energia, Chris Wright. In totale, parteciperanno 64 capi di governo e Stato, 30 ministri degli esteri, i vertici di Fmi, Bce, Commissione Ue e 150 ceo.