Politica estera

L'ennesima gaffe di Biden: ecco come ha chiamato Zelensky (che lo guarda perplesso)

Il presidente Joe Biden, apparso un po' confuso, prima storpia il cognome del leader ucraino, poi pronuncia un discorso senza capo né coda. L'espressione di Zelensky è tutto un programma

L'ennesima gaffe di Biden: ecco come ha chiamato Zelensky (che lo guarda perplesso)

Nulla a che fare con le "gaffe" a cui ci ha abituato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Ma ad osservare bene il discorso pronunciato dal presidente Usa durante la conferenza stampa congiunta con il leader ucriano Zelensky alla Casa Bianca, tuttavia, ci si accorge che anche questa volta non è poi filato tutto liscio come sembra. A un certo punto, infatti, prima Biden storpia un po' il cognome del presidente ucraino ("Bvelensky"), prima di correggersi, poi si confonde e perde un po' il filo del discorso, mentre Zelensky lo guarda un po' stranito. La sua espressione è eloquente e sembra dire: ma che sta dicendo, questo? "Il presidente Zelensky ha chiarito che lui è pronto a perseguire...no, mettiamola così, lui non è aperto...tu sei aperto a perseguire la pace" ha detto Biden rivolgendosi direttamente al suo interlocutore decisamente perplesso dalle "acrobazie" linguistiche dell'inquilino della Casa Bianca e dal suo discorso un po' confuso.

Ennesima uscita infelice per il presidente Usa

Certo, nulla a che vedere con l'imbarazzante gaffe di qualche giorno fa quando, a un evento dedicato ai veterani, a un certo punto se n'è uscito con una battuta a dir poco infelice che ha fatto arrabbiare gli irlandesi: "Posso essere irlandese, ma non sono stupido", ha detto Biden mentre salutava Ray Firmani, veterano della Seconda guerra mondiale di 102 anni. "Solo stereotipi anti-irlandesi della vecchia scuola", ha scritto il giornalista del Washington Examiner Jerry Dunleavy mentre molti utenti hanno criticato l'infelice uscita dell'inquilino della Casa Bianca, bollandola come offensiva e razzista. Non solo. Nella stessa occasione, ha confuso il cognome di sua moglie, Jill Biden, dicendo: "Ho sposato la figlia di Dominic Giacoppa". Tuttavia, Dominic Giacoppa era in realtà il nonno di Jill e il nome di suo padre era Donald Jacobs.

Nulla di nuovo. Come nota il New York Post, In oltre cinquant'anni di politica, l'ex vicepresidente e senatore degli Stati Uniti di lunga data si è costruito una reputazione come re indiscusso delle gaffes. Ma dal suo insediamento come presidente, gli inciampi verbali di Biden, le affermazioni esagerate e le vere e proprie frottole che ha raccontato dinanzi al pubblico americano, e non solo, hanno causato infiniti mal di testa ai membri dello staff che devono cercare, in tutti i modi, di prevenire le sue dichiarazioni sconclusionate o del tutto fuori luogo.

Presidente degli Stati Uniti e re indiscusso delle gaffes

Il New York Post ha contato ben 33 gaffes di cui Joe Biden si è suo malgrado reso protagonista. Una delle più gravi risale alla fine di settembre quando ha chiesto dove fosse la deputata dell'Indiana Jackie Walorski a un conferenza tenutasi alla Casa Bianca, otto settimane dopo la sua morte. "Rappresentante Jackie, sei qui? Dov'è Jackie?" ha chiesto il presidente, scrutando inutilmente la stanza. "Pensavo che sarebbe stata qui", ha aggiunto. Peccato il presidente Usa avesse diffuso una lunga dichiarazione in memoria di Walorski quando quest'ultima è morta in un terribile incidente automobilistico.

Un'altra uscita a vuoto memorabile risale al 16 luglio scorso. Al Consiglio di cooperazione del Golfo a Gedda, in Arabia Saudita, Biden ha detto: "Per la prima volta dall'11 settembre, un presidente americano sta visitando questa regione senza che le truppe americane siano impegnate...in una missione di combattimento nella regione. Noi onoreremo sempre il coraggio e l'egoismo, ehm l'altruismo”, ha detto, correggendosi. "E i sacrifici degli americani che hanno prestato servizio, compreso mio figlio, il maggiore Beau Biden, che è stato di stanza in Iraq per un anno". Imbarazzatissimo, il segretario di Stato Blinken è saltato sulla sedia quando il comandante in capo ha accidentalmente denigrato l'esercito Usa. Le uscite a vuoto sono talmente tante che, secondo un recente sondaggio, quasi due terzi degli americani, inclusa la maggioranza dei democratici, ora sostengono di essere almeno "un po' preoccupati" per la salute mentale del presidente.

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