Nel secondo giorno della sua visita in Cina, Donald Trump è stato accolto da Xi Jinping in uno dei luoghi più riservati e simbolici del Paese: Zhongnanhai. Parliamo del complesso governativo nel centro di Pechino dove vivono e lavorano i vertici del Partito comunista cinese (Pcc). Per la leadership cinese, ricevere un ospite, ancor più un presidente statunitense, all’interno di questo perimetro blindato significa attribuire all’incontro un carattere personale e politico molto particolare. È qui che Xi vuole costruire un rapporto diretto con Trump (ovviamente a proprio vantaggio), nel pieno delle tensioni commerciali e strategiche tra le due potenze.
Zhongnanhai: il cuore politico della Cina
Zhongnanhai è da decenni il vero centro del potere cinese. Circondato da mura e strettamente controllato, il complesso è inaccessibile al pubblico e custodisce le residenze e gli uffici della leadership del Pcc fin dagli anni Cinquanta.
Prima ancora, ha ricordato il New York Times, era un giardino imperiale collegato alla Città Proibita, teatro di episodi cruciali della storia cinese. Mao Zedong lo trasformò nel cuore operativo della Repubblica Popolare Cinese dopo il 1949 e da allora soltanto pochi leader stranieri sono stati ricevuti lì dentro.
Nel 1972 Mao accolse Richard Nixon nel compound, aprendo la strada alla normalizzazione dei rapporti tra Washington e Pechino. Xi ha riservato questo privilegio a pochissimi ospiti, tra cui Vladimir Putin e Barack Obama. La decisione di invitare Trump a Zhongnanhai può quindi essere letta come un segnale preciso: Xi vuole gestire personalmente la relazione con il presidente americano e provare a riaprire un canale diretto in una fase di forte competizione globale.
Xi, Trump e la diplomazia del tè
Trump ha partecipato a una tradizionale cerimonia del tè organizzata da Xi all’interno del compound. Come ha evidenziato la Cnn, si tratta di un gesto che a Pechino viene considerato parte integrante della diplomazia cinese.
Xi è noto per utilizzare il tè come strumento simbolico durante gli incontri con i leader stranieri: una forma di rispetto, cortesia e ricerca di armonia. La Cina, più in generale, considera il tè un elemento identitario della propria cultura millenaria e mostrarlo agli ospiti più importanti significa offrire un’immagine di stabilità e continuità storica.
La leadership cinese, insomma, punta soprattutto al valore delle immagini e dei segnali politici.
E Xi vuole trasmettere l’idea di un dialogo personale, lontano dai toni aggressivi degli ultimi mesi e dalle tensioni legate ai dazi, a Taiwan e alla guerra in Iran. La scelta di Zhongnanhai è servita anche a questo: a creare un’atmosfera più riservata e meno