Nuovo scontro tra Donald Trump e il mondo dello spettacolo. All’indomani dei Grammy Awards, il presidente degli Stati Uniti ha attaccato duramente la cerimonia e il suo conduttore, Trevor Noah, accusandolo di aver pronunciato una dichiarazione “falsa e diffamatoria” che lo collegherebbe all’isola del finanziere Jeffrey Epstein.
"Quello per la miglior canzone dell'anno è un Grammy che ogni artista desidera: quasi quanto Trump desidera la Groenlandia perché l’isola di Epstein non c’è più e ne serve una nuova per stare con Bill Clinton", così, sul palco dei Grammy Awards, il presentatore della serata.
La reazione di Trump
In un lungo messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social nelle prime ore di oggi, Trump ha definito i Grammy “inguardabili” e “spazzatura”, prendendo di mira anche l’emittente CBS, storica casa televisiva dell’evento. Il presidente ha contestato in particolare una battuta di Noah in cui sono stati citati sia Trump sia Bill Clinton come figure legate ai soggiorni sull’isola privata di Jeffrey Epstein.
“Non posso parlare per Bill Clinton, ma io non sono mai stato sull’isola di Epstein, né in nessun posto vicino”, ha scritto Trump, sostenendo di non essere mai stato formalmente accusato di ciò, “nemmeno dai media che diffondono fake news”. Il presidente ha quindi annunciato l’intenzione di intraprendere azioni legali contro il conduttore, parlando esplicitamente di una causa per diffamazione e promettendo richieste di risarcimento “per un sacco di soldi”.
Non si spengono i riflettori sul caso Epstein
Il nome di Epstein continua a occupare un ruolo centrale nel dibattito pubblico statunitense anche a distanza di anni dalla sua morte in carcere nel 2019. Documenti giudiziari, testimonianze e inchieste giornalistiche hanno nel tempo citato numerose personalità di primo piano che avrebbero avuto contatti con il finanziere, senza che questo abbia automaticamente comportato accuse penali. Trump, come altri leader politici e uomini d’affari, è stato fotografato con Epstein negli anni Novanta e nei primi Duemila, ma ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nei suoi crimini o viaggi sull’isola caraibica.
L’episodio riaccende il confronto, ormai abituale negli Stati Uniti, tra satira televisiva e potere politico. Noah, ex volto del “Daily Show”, è noto per un umorismo spesso orientato all’attualità e alla critica dei leader politici. Al momento, né Noah né la CBS hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in risposta alle minacce di Trump.
Cosa può accadere adesso
Secondo esperti legali interpellati dai media americani, una causa per diffamazione intentata da un presidente in carica contro un comico, per una battuta pronunciata in un contesto satirico incontrerebbe ostacoli giuridici significativi, alla luce delle tutele garantite dal Primo Emendamento e degli standard elevati richiesti ai personaggi pubblici per dimostrare il dolo.
In questo momento resta, tuttavia, ancora altissima l’attenzione sui
file legati al caso del finanziere pedofilo: milioni di pagine sono state rilasciate nelle ultime ore, rivelando nuove inquietanti retroscena su potenti coinvolti, abusi sessuali su minori e contenuti estremamente violenti.